Le donne al Sepolcro non avevano Whatsapp

Il problema della Pasqua è che, sostanzialmente, si tratta di un evento indicibile. Come si fa, infatti, a raccontare una resurrezione? I Vangeli, certo, i Vangeli se la cavano tutto sommato grazie all’introduzione delle donne – cioè soggetti che nell’antichità non godevano frequentemente del diritto di parola – che Dio sceglie come testimoni del più importante fatto della storia dell’umanità (aka “la sconfitta della morte”).


Ma noi? Noi cosa possiamo fare per condividere questa gioia? Come possiamo socializzarla se già in partenza ci tocca, appunto, parlare di morte senza nemmeno avere a disposizione un video-ricordo di YouTube da postare?
Diversamente dal Natale – dove grazie all’introduzione e all’imposizione del mito di Babbo Natale è ben presente e addirittura prevaricante in certi contesti una dimensione ludica della festa – a Pasqua la faccenda è/sarebbe molto più semplice: o uno crede in questa cosa (e quindi festeggia) oppure non ci crede.
Ma qui cominciano le difficoltà. Quelle vere, concrete, quelle che hanno ben due corsi di laurea accreditati all’Università della Vita. Perché se ci sono le vacanze, allora ci dev’essere anche una festa. E se c’è una festa è necessario, è obbligatorio fare gli auguri. Su Whatsapp, per esempio, potrebbero esserci schiere di perfetti sconosciuti – come la chat dei compagni delle elementari di 35 anni fa – che non aspettano altro che gli “auguri di Pasqua” e di cogliere in fallo chi si astiene dalla lotta (“mah, forse sarà diventato induista?”).
90166fcb-85c5-4d4c-aac6-717604805389Ulteriore difficoltà è data dal fatto che Pasqua, a parte la sua natura sostanzialmente religiosa, si dilata nel tempo. Comincia cioè una settimana prima. Non è come Natale, che ha una Vigilia e buonanotte. La “Domenica delle Palme” è addirittura la domenica precedente alla Pasqua, ma è già festa e nella società del presenzialismo è necessario dire qualcosa. Lo si deve fare per il dì di festa, come Leopardi. Ecco dunque che, per nostra fortuna, “Musica del cuore” ci offre già una prima soluzione ai nostri imbarazzi, proponendoci un sobrio Papa Francesco – nelle vesti di Gandalf il Bianco – una colomba, due ramoscelli di ulivo e Luisito Suarez, indimenticato regista della Grande Inter sullo sfondo, coperto da un’ala della colomba stessa. La faccenda si complica tuttavia con la frase, perché l’immagine non basta, il meme per essere tale deve avere una frase. Ed ecco, allora, che il quid viene ingegnosamente risolto con un futuribile “la pace è l’amore entri in tutte le vostre case”. La questione è tutta i quell’“è”: sulle prime potrebbe sembrare un errore, perché se la pace e l’amore fossero abbinati allora “entrerebbero” nelle case, al plurale, appunto. Invece il copy di “Musica del cuore” suggerisce qui che sia la Pace, solo lei, ad entrare nelle case, dopo essersi trasformata in Amore. Con la benedizione di Papa Francesco (di più difficile interpretazione è quell’“Auguri Buone Palme” che, a meno di essere un vivaista, non trova precisa spiegazione).

28f6c898-9139-4c0c-8ce2-93ca9a299de1Trascorsa senza troppi scossoni la Settimana Santa, si arriva così al sabato sera. E con esso “Mille cuori per un sorriso” che vi augura “Buona Vigilia” (riprendendo, in questo caso, la simmetria con il Natale). Circondato da una corona di fiori, Gesù appare nel cielo, con occhio azzurro e scriminatura della barba in perfetta linea con quella dei capelli. L’immagine dell’uomo scarmigliato della Sindone nulla ha a che vedere con l’outfit proposto da “Mille cuori per un sorriso” ed è evidente che l’esperienza della resurrezione sia quanto meno vantaggiosa dal punto di vista estetico.

buona-pasqua-420x262Infine, è tempo di Pasqua. Definire i contorni della felicità in merito a un evento talmente prodigioso da essere appunto non-raccontabile è molto complicato, ma non per gli strateghi della comunicazione che stanno dietro a TeleclubItalia. Loro risolvono alla grande, mettendo semplicemente TUTTO: Gesù che tiene in braccio un agnello (cioè lui stesso), su sfondo appenninico, con un paio di piume che potrebbero anche essere spighe ma sono piume, una rosa bianca, un “preziosissimo cuore” piantato nel bel mezzo della croce, una colomba che si disseta in un calice che probabilmente è il Graal, una candela e due piccole anfore bianche di oscura provenienza. Nessuna frase. Non c’è bisogno. La potenza evocativa del TUTTO è più che bastante.

E se questo vi sembra l’augurio definitivo, ebbene no, sappiate che non è così. Mancano ancora infatti due grandi must del rituale pasquale, qualcosa che la Chiesa Cattolica, chissà per quale misterioso motivo che presto Dan Brown rivelerà, omette nelle proprie liturgie da almeno un paio di millenni: i pulcini e i coniglietti.
909_630x454f-a3d54Sarà per la primavera o per chissà quale altro dannato motivo, ma Pasqua è il momento giusto perché orde di pulcini di ogni razza e forma e turbe di coniglietti antropizzati saltini fuori dal baule di ogni soffitta per sostituire tutti i piccoli e bitorzoluti e ignobili elfi che accompagnavano gli auguri natalizi. Qui, nella delicata versione di PensieriParole, li troviamo insieme, uniti nella gioia per la solita frase-meme che non vuol dire una mazza, ma che ci sta bene, come il nero, per tutte le stagioni: “La Pasqua è la festa di chi crede nella bellezza dei piccoli gesti” (piccoli gesti? Risorgere? Fuggire dall’Egitto? Dividere il Mar Rosso???). Notevoli il Vostro e il Vi, con la V maiuscola, come nelle lettere commerciali.

92bb9cee-7bcb-48ee-b7da-27884ce9cd1c(La stessa versione di coniglietti e ovetti si ritrova anche nel sue declinazioni umoristiche: chi le manda è come se volesse dire agli altri “ehi, guarda, io non sono come tutti quelli che fanno gli auguri con i coniglietti e gli ovetti, io mando gli ovetti che per esempio però sono dei… Minions!”).

612174207_1990658Arrivati a questo punto, ovviamente non può mancare un accenno alla Pasqua Veg, i cui auguri sono solitamente conditi da immagini raccapriccianti e queste immagini raccapriccianti non sono quelle di animali sgozzati, no, niente affatto, sono immagini raccapriccianti di animali che parlano e solitamente parlano per dire delle stronzate e altre volte, invece, inneggiano all’amore tra specie diverse, come nel caso di Blingee che ci corre l’obbligo morale di presentarvi.

felice-pasqua-auguri-di-buona-pasqua-immagini-disegni-e-vignette-divertenti-camin-vattinInfine, ultima declinazione – ma certo non ultima nei nostri cuori.
Esiste la variante auguri ironici (che ha una sottocategoria piuttosto in voga che è quella degli auguri-ironici-sexi): gli auguri pasquali ironici hanno la peculiare caratteristica che non fanno ridere a meno di non essere appassionati di barzellette di Pierino o di avere più di 7 anni. Una delle più frequenti è questa della lapide di “Felice Pasqua”, che ha diverse versioni sul web, fermo restando l’importante contenuto escatologico del messaggio.

Bene.
E terminata la Pasqua, per fortuna da domani sarà tutta un’altra storia. Una storia laica. Una storia dove finalmente ci si potrà dedicare a trasformare la Festa della Liberazione, il 25 Aprile, nelle Festa della Pace, dell’Amore, della Natura, dello Stare Insieme e di qualsiasi cosa eccetto ciò che realmente è.