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Delle differenze tra “Europe Around The Borders” e “Sui confini”

img_8544Sui confini” è uscito il 16 marzo e in questi due mesi e mezzo, grazie soprattutto all’impegno di Exòrma, ha avuto recensioni e presentazioni, ha partecipato a festival ed è intervenuto in radio. Soprattutto – e questo era già avvenuto per i “Pesci Rossi” – mi ha dato l’opportunità di incontrare e confrontarmi con tantissime belle persone (il che, se vi sembra qualcosa di scontato, beh, invece non lo è affatto ed è la parte migliore di tutta la faccenda e le “persone migliori” sono un bel po’ che a ringraziarle tutte ci verrebbe un post lunghissimo – ma “essi lo sanno”).
Ma c’è una domanda che in questi 90 giorni è tornata più volte e ha a che fare con la sostanziale differenza – se esiste una differenza – tra quello che è stato il progetto “Europe Around The Borders” e il libro “Sui confini“.

Europe Around The Borders” è stato un meraviglioso progetto ideato da Ivano Di Maria, che aveva l’obiettivo, attraverso un’indagine sul tema dei confini e delle frontiere dismesse, di interrogarci in merito a due domande fondamentali: com’è l’Europa e quant’è l’Europa. Durante lo svolgimento del progetto, le domande sono cambiate, per causa di forza maggiore e il “quanta Europa c’è?” è diventata “quale Europa c’è?” e il “com’è l’Europa?” si è trasformata in “perché c’è l’Europa?“.
Eppure “Sui confini” non è (solo) il racconto di quell’esperienza e non rappresenta necessariamente le parole alle (magnifiche) foto di Ivano. “Sui confini” è un racconto in cui prevale la dimensione dell’intimità, rispetto alle considerazioni “geopolitiche”, ed è la narrazione di due personaggi che non si interrogano sul “futuro del mondo”, ma sul proprio futuro di persone, alle prese con alcuni nodi irrisolti del passato e con le tante incertezze prospettate dal futuro prossimo. “Sui confini” è la frontiera dei 40 anni, il confine della maturità, la dogana tra ciò che è stato, le cicatrici che ha lasciato, e il kairòs del domani.
Io vorrei essere un “narratore”, non un reporter. E se in alcune occasioni le due cose possono coincidere, beh, è solo “fortuna” (intesa alla maniera degli zingari).
Europe Around The Borders” era “Achtung baby”.
Sui confini” è “In Utero”.
Sui confini“, se vi va, vi aspetta venerdì 16 giugno a Bologna, alle ore 18, alla Libreria Trame e poi lunedì 19 giugno a Macerata, alle ore 18,30, per Macerata Accoglie. 
(P.S. poi ci prendiamo una breve pausa, ma da fine agosto “torneremo” con una serie di appuntamenti in giro per l’Italia).

Si riapre con “L’innocente evasione”

L’innocente evasione”, esordio narrativo di Alberto Pighini, è un romanzo che parla di colpa, delitto, castigo, redenzione, amore, vita, morte, incontri, felicità, desiderio, vertigini, fede.

Poi parla anche di montagna (l’ambientazione è l’Appennino reggiano), di acqua minerale gassata e di bar di secondo o terzo ordine.
Infine, parla di emozioni, sentimenti e tempo (non il meteo, quell’altro, quello che scorre).
Tutto questo condensato in pagine che corrono via velocemente, con una trama avvincente, salti temporali, dialoghi e flussi di coscienza e riflessioni “dense”.
Ho dunque il grande piacere (e anche un po’ l’emozione) (e, come mi capita sempre, anche l’inadeguatezza) di presentare il romanzo di Alberto, sabato 14 settembre, a Correggio, alla biblioteca comunale “Giulio Einaudi”, alle ore 16,30.
Ora, se qualcuno verrà a dirci che in un sabato pomeriggio di metà settembre ha argomenti più importanti da affrontare rispetto a colpa, delitto, castigo, redenzione, amore, vita, morte, incontri, felicità, desiderio, vertigini, fede, montagna, acqua minerale gassata, bar di secondo o terzo ordine, emozioni, sentimenti e tempo che scorre, beh, ok, se c’è davvero qualcuno così, gli offriamo da bere. Promesso (Alberto non lo sa ancora, ma sarà d’accordo anche lui, ne sono sicuro).

Quindi vi aspettiamo.

P.S.
Ovviamente, anche Inter-Juventus (in programma sabato, sì, ma alle ore 18) racchiude in sé molte delle cose di cui abbiamo qui accennato. Ma non tutte. L’acqua gassata, per esempio, a San Siro non ci sarà (l’Inter va di Gatorade, quegli altri non si è mai capito bene) 🙂

P.P.S.
E non pensiate che “tanto finiranno prima” perché non è vero.

P.P.P.S.
E con questa news i Pesci Rossi riaprono allegramente il blog. E contano, quanto prima, di aggiornarvi anche in merito alla loro situazione personale in termini di “scrittura”.

Come sempre, stay tuned!

Innocente evasione

 

Sa gente arrubia (part two)

A un certo punto del pomeriggio, verso la fine della seconda trasferta sarda dei Pesci Rossi, con il sole e il caldo della primavera ormai esplosi definitivamente, Maurizio mi porta su, a fare un giro dalle parti del Castello, prima di scarrozzarmi a Elmas per tornare a casa. Parliamo del più e del meno (in realtà, molto del “più” e poco del “meno”) fino a quando non arriviamo a una delle tante terrazze che da quel lato si affacciano sulla città. Ed ecco, allora, là il vecchio e glorioso stadio Sant’Elia, ora inutilizzato per via della questione Is Arenas, e laggiù i locali dismessi dell’università, e più in là ancora capannoni di vecchie fabbriche di cui si fatica anche a ricordare l’utilizzo, e là, là davanti, Sarroch, con tutto ciò che Sarroch significa. E poi il mare, che in fondo resta lì e se ne frega, delle nostre preoccupazioni, delle nostre ansie, dei nostri dubbi.

Così è da lì, dall’alto di questa città che ormai sento un po’ mia, che provo a farmi un’idea precisa della meraviglia di questa terra stupenda e in parte stuprata, almeno per quel che ne posso capire io, semplice terricolo emiliano. Eppure Cagliari ci prova ancora, davvero, è capace di reinventarsi nuove opportunità (e su questo discorso torneremo perché è un po’ il filo rosso che lega le esperienze di questi giorni), magari non subito, magari sottotraccia, magari aggrappandosi unicamente alla speranza. E il suo stesso ridiscendere, con i suoi tanti e misteriosi vicoli, proprio verso il mare, verso l’orizzonte, verso qualcosa che per definizione è “un po’ più in là”, sembra lasciar intendere che, nonostante tutto, nonostante tutto, ejà, siamo qui, siamo ancora qui, con orgoglio e coraggio e tenacia e tutte quelle altre qualità da frasi fatte che si dicono sulla Sardegna e sui suoi abitanti, ma che, nelle migliori accezioni, corrispondono anche alla verità. La città, cioè, mi mostra esattamente ciò che Maurizio mi sta dicendo con le parole.

Ancora una volta sono ospite di Patrizio e Daniela che, con Maurizio (appunto), sono i magnifici librai di Piazza Repubblica (ora corso Vittorio Emanuele), una delle migliori librerie d’Italia, tanto per intenderci. Ora, quindi, potrei tediarvi con un bel pistolotto sull’importanza delle librerie indy, sulle loro difficoltà (tipo che in Italia ne chiudono due a settimana), sul loro ruolo insostituibile per il tessuto sociale e culturale di una città. Oppure dire qualcosa a proposito delle piccole case editrici di qualità (e non penso solo alla mia deliziosa Instar, ovviamente) che, pur strette nella morsa della grande distribuzione e di certe truffaldine operazioni di self publishing, invece di indietreggiare, con orgoglio rivendicano il ruolo del mestiere più bello, affascinante, avventuroso, picaresco, pericoloso, ricco, disperato e luminoso del mondo (che è poi quello dell’editore). Oppure potrei anticipare certi grandiosi fatti che avverranno nel corso dell’edizione 2013 di “Letti di notte” (ma in questo caso tenete d’occhio il sito, che presto si aggiornerà, e soprattutto la data: 21 giugno 2013).

Tuttavia va bene, non scriverò invece nulla di tutto ciò. Perché ci sono altri, più importanti e più titolati di me, che lo sanno fare meglio e con più argomenti e con più maestria.

Dirò invece qualcosa – e molto volentieri – sui ragazzi del Liceo Giua di Cagliari, che mi hanno ospitato nel corso della loro gara di lettura (centrata proprio sui Pesci Rossi) e che, al di là di chi ha vinto e di chi ha perso, sono stati straordinari e ospitali: e insomma, ho già avuto modo di scriverlo da qualche parte, ma chi non mostra fiducia in questi ragazzi non ha capito nulla perché in loro c’è una tale forza, una tale potenziale bellezza, che mandarla dispersa sarebbe un delitto, tra i peggiori.

E, infatti, uno che questo patrimonio non intende affatto banalizzarlo nelle pieghe scontate da “tre metri sopra il cielo” è Vincenzo Soddu, scrittore, blogger e professore, che si è preso la briga di organizzare il tutto. Vincenzo è poi uno di quegli insegnanti che provano davvero a mettere in pratica quel troppo spesso dimenticato I care per i propri studenti, perché, appunto, si preoccupa per loro, per la loro formazione, per la loro crescita non solo scolastica (e, va da sé, è anche uno di quegli insegnanti per i quali la scarsa considerazione in cui è tenuta la scuola italiana ti farebbe gridare vendetta).

Dirò anche di alcuni fatti semplici che mi sono capitati, un pranzo a casa di Daniela e Patrizio, la meravigliosa cena da Mauri, Ichnusa nel bicchiere e rock nelle orecchie alle prove degli Emotionz (ehi, bimbo in arrivo: ovviamente mascotte assicurata)… Beh, ci sono cose che non si possono dire o scrivere così, tanto per fare, perché, strano a dirsi per chi vorrebbe abituarsi a metter giù parole, ma le parole, sì, le parole hanno anche loro dei limiti, e io non vorrei qui banalizzare il significato dell’amicizia con frasi a sproposito (ma loro, gli interessati, sanno a cosa mi riferisco): grazie ragazzi, grazie di tutto.

Infine, dirò anche dell’emozione – lo so che “emozione” è un termine che fa tanto romanzo d’appendice, ma oh, è successo proprio così – provata alla Casa Emmaus (Iglesias), dove gli ospiti della comunità di recupero stanno mettendo in piedi uno spettacolo teatrale tratto dai Pesci Rossi e da “Mistery shopper” di Antonio Bachis. A Casa Emmaus ci sono persone per le quali la vita ha preso una strada tutta particolare e che però mi hanno spiegato una cosa importante: che una seconda o una terza o una quarta occasione va concessa a tutti e questa concessione deve nascere prima di tutto da se stessi. Loro nella vicenda di Damian hanno visto proprio questa possibilità (che è poi il motivo per cui hanno scelto il libro). Come scenografia stanno (ri)costruendo un campo nomadi, dove si può spuntare e affacciarsi verso il pubblico da ogni parte, dalla finestra di una kampina, all’oblò di una lavatrice abbandonata. Quando l’ho vista, considerando anche il modo in cui mi hanno accolto, ho pensato… Dunque, ho pensato che a volte basta pochissimo, un’inezia, un piccolo particolare, per decidere chi è fuori e chi è dentro, per giudicare il bello e il brutto, il giusto o lo sbagliato, per indirizzare la propria esistenza da una parte o dall’altra, ma la natura delle persone è invece straordinaria sempre e sì, quello che conta è non perdere mai il coraggio di darsela questa nuova possibilità, ogni giorno, nonostante tutto. Così, a Casa Emmaus andranno in scena il 25 Aprile, giorno della Liberazione. Non c’è giorno migliore. E vale per tutti. Per tutti.

Così, questa volta, sa gente arrubia, la “gente rosa”, la “gente bella” di cui abbiamo già parlato anche qui, sono loro, sono tutte le persone incontrate in questi tre giorni, intendendo il rosa come colore della primavera e, quindi, per l’appunto, della nuova occasione che possiamo concederci.

Lo penso e lo scrivo qui, con tutta la convinzione di cui sono capace.

Stay tuned 🙂

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Letti di notte: 21 giugno, l’estate comincia da qui!

E’ un po’ che ci stiamo girando intorno, sui vari social sui quali siamo presenti, e quindi ok, affrontiamo il tema anche qui.

La Libreria Piazza Repubblica di Cagliari (in collaborazione con marcosymarcos) si è inventata questa iniziativa: una notte dedicata alle librerie (indipendenti, of course), ai lettori, alle case editrici e agli autori, il 21 giugno, solstizio d’estate e “notte più breve dell’anno”. Poi è partito il tam-tam della rete, la cosa ha preso immediatamente piede e così sono diventate davvero numerose le librerie sparse per la penisola che hanno aderito, ognuna con una proposta e un programma personalizzato. Trovate tutto quanto qui.

Bene.

Al di là di questo, a noi però hanno fatto un gran regalo: ogni casa editrice partecipante all’iniziativa è stata chiamata a indicare un paio di propri titoli per contribuire alla promozione di una vetrina di libri ad hoc per l’iniziativa. Ora, Instar ha in catalogo premi Nobel e numerosi altri “autori-proprio-autori-importanti” (davvero) e quindi, wow!, è stata una bellissima sorpresa (evviva-evviva) trovare i Pesci Rossi segnalati per questa cosa, insieme a “Tre volte invano“, un romanzo meraviglioso (consiglio: va letto!) di Emiliano Poddi. E adesso quindi siamo finiti in un mini catalogo che comprende gente come Flannery O’Connor (per dire!), una cosa per la quale il senso di gratificazione va di pari passo con quello dell’inadeguatezza.

Damian e soci, infine, quella notte lì avrebbero dovuto essere in scena alla Libreria La Fenice di Carpi (che sarebbe stato un luogo “simbolico” per mille motivi). Purtroppo le difficoltà legate alla gestione di un evento notturno in un’area appena riaperta dalla condizione di “zona rossa” da terremoto (maledetto!), hanno fatto sì che l’appuntamento, ahinoi, saltasse.

Pazienza.

Siamo sicuri che ci sarà un’altra occasione.

Tutto questo, però, non toglie alcun valore alla raccomandazione finale: giovedì notte quindi scegliete libri e libreria, andate, divertitevi alla grande, “stay hungry!”

🙂

Quintessenze (mentre continua a muoversi, questa terra)

Charles Francis Richter è stata una delle figure centrali del terribile maggio emiliano. Tutto è diventato improvvisamente difficile e diverso e improvvisamente fragile (ne abbiamo parlato anche qui).

Eppure aspettavamo l’occasione per ripartire. Con ansia. Ma anche con fiducia, accidenti.

E per quanto riguarda i Pesci Rossi, l’occasione è questa: sabato 9 giugno, vernissage inaugurale della personale “Quintessenze” del (grande) artista correggese Fabio Adani, a Bologna, via Sant’Apollonia 25 (in pieno centro) ore 18,30. Io leggerò una piccola cosa (che però anticipa anche in qualche modo tutto suo quello che dovrebbe diventare il prossimo romanzo): “Appunti per una corretta prassi alchemica” è il titolo (del brano di sabato, non del romanzo).

Insomma, per chi è interessato… E, come sempre, per le prossime news stay tuned 🙂

Due o tre cose di ritorno dal Salone del Libro

Rientrato da Torino, vorrei ringraziare subito tutte le persone che ho avuto la fortuna di incontrare e di conoscere: Silvia, Marta, Gaspare, Marta (i miei editori!!!), Silvia, Sarah, Cristina (i miei agenti!!!), Ernesto, Antonio, Alberto, Liliana, Rocco, Patrizio, Daniele, Emiliano, Ignazio (e molti altri, davvero, davvero).

Di botto, di quello che è stato per il Pesce Rosso il SalTo12 ne ho scritto qui: http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Luna+Park+Lingotto&idSezione=37046

Detto questo, aggiungerò qui alcune considerazioni (saranno brevi, niente di che) che ruotano intorno alla parola “crisi”, la più gettonata in questa edizione (ancor più dell’ottimo titolo “Primavera digitale”).

1. Ovviamente, tutti gli addetti ai lavori, e tutti più autorevoli del sottoscritto, stanno affrontando la crisi del settore editoriale. Dati alla mano, nonostante l’incremento delle iniziative dedicate alla promozione del libro, il numero dei lettori italiani è ancora in diminuzione e il mercato è retto solo dal manipolo dei cosiddetti “lettori forti” che praticamente da sempre reggono sulle loro gracili spalle, e sulle ormai sfiancate mensole delle loro casalinghe librerie, il mercato (e questo nonostante, a sorpresa, i numeri del Salone di quest’anno siano molto buoni, sia come affluenza che come vendite agli stand).

2. Book e ebook. A Torino è stato indubbiamente l’anno del digitale, non solo per via del titolo di questa edizione, ma anche per la massiccia presenza soprattutto di IBS e Amazon, con i propri vari supporti. Interessante è l’intervista pubblicata venerdì scorso su Repubblica a Martin Angioni, responsabile Amazon Italia http://intranews.sns.it/intranews/20120511/SI65045.PDF

Interessante perché solleva, una volta ancora, alcune importante questioni, in particolare in merito all’anomalia tutta italiana per cui grandi marchi editoriali sono anche proprietari di grandi catene distributive e di vendita. In sostanza Angioni dice che le piccole librerie indipendenti (con tutto il loro indotto) sono state messe in crisi dalle librerie di catena e non da Amazon: è verissimo, secondo me, anche se mi sembra comunque che si rimanga nel recinto della lotta deregolarizzata “pesce grosso mangia pesce piccolo”. Solo che ora gli ex pesci grossi italiani si troveranno a che fare con un pesce ancora più grosso e, in tutta onestà, non è possibile provare empatia per loro che per anni hanno letteralmente maramaldeggiato alle spalle dei piccoli (a proposito: “piccolo”, “indipendente” non sono di per sé garanzie di qualità, niente affatto. Però io in questi mesi ho incontrato un sacco di bellissime persone che ogni giorno tirano su la serranda della loro piccola libreria e cercano davvero di migliorare le giornate delle persone: penso che si tratti, a loro modo, di piccoli eroi, di quelle ricchezze che poi ci si ritrova a rimpiangere solo quando le si perdono, ecco).

3. L’editoria a pagamento e il self publishing. Ecco, credo invece che questo sia il “male assoluto”. Non tanto perché mette sullo stesso piano chi si è smazzato per anni, con impegno e sacrifici (non ci si crederà, ma la scrittura è un duro, sporco e solitario lavoro) con chi in due e due quattro si inventa scrittore. No, non è tanto questo. È che si tratta di un sistema del tutto diseducativo, che elimina a monte la fatica (la “fatica” per me è sempre una cosa positiva), proponendo scorciatoie assurde e del tutto impraticabili in altri settori. Ora, immaginate undici ragazzi, scartati da tutti settori giovanili d’Italia, che rifiutano il giudizio professionale e si spera “competente”, e decidono di far da soli, costituiscono una loro squadra e con questa pretendono – “pretendono”, davvero, ecco il punto – l’iscrizione alla Serie A dietro pagamento di un lauto compenso a manager trafficoni. Ecco, se avete immaginato una cosa del genere, vi avvicinate un po’ al mondo del SP e dell’EAP. Tutto questo ipertrofico attivismo, tra l’altro, alimenta un mercato già abbastanza saturo di suo, un fiume in piena di pubblicazioni e novità – un’etica della massiccia pubblicazione cui negli anni hanno contribuito alla grande anche gli editori tradizionali – che fa sì che tutto sia nuovo e un minuto dopo già vecchio, che le settimane culturali del più sperduto paese di provincia siano comunque letteralmente invase dalle presentazioni di libri, senza differenza se quello che parla è Philip Roth o mia zia con il suo volume di ricordi caserecci. È stampato? Allora sei scrittore, che male c’è.

Ecco.

Queste erano le tre considerazioni.

Ne aggiungo una quarta, che è anche una piccola anticipazione: nuovo romanzo, nuovo anno (la mia casa editrice non è di “quelle là”: è anche per questo che le voglio molto bene).

Qua sopra, comunque, presto se ne vedranno alcune nuove.

Stay tuned 🙂

Torino, comunicazioni di servizio

Come già riferito, è con grande piacere che i Pesci Rossi si apprestano a ritornare al Salone Internazionale del Libro di Torino. Quindi, quelle che seguono sono solo alcune note di servizio sulla trasferta.

Dunque, per quel che ci riguarda l’appuntamento è venerdì 11 maggio, ore 18,30, Sala Arancio (a lato padiglione 2), con Ernesto Aloia.

Ma il Salone del Libro propone, come sempre, circa un miliardo di incontri e occasioni ed espositori. La mia casa editrice, Instar, per esempio, la potete trovare al Padiglione 2, stand N46: se siete di passaggio, naturalmente l’invito è a fare un salto!

E a proposito di “salto”: #SalTo12 e #PrimaveraDigitale sono gli hashtag twitter per chi intende rimenare aggiornato su quanto avviene al Lingotto e condividere impressioni in diretta. Poi ovviamente sono attivi tutti gli altri canali, dal sito web ai social.

Insomma, ecco tutto.

In partenza, via: non vediamo l’ora di ficcarci nuovamente in quel grande, meraviglioso, di fatto irrinunciabile casino che è il Salone: buona Primavera Digitale (che è il titolo di quest’anno) a tutti!

Stay tuned (ci saranno presto novità anche qui sopra) 🙂

 

Stop and go!

Con l’arrivo della primavera i Pesciolini si fermano per un po’. Non è un controsenso e non avviene per l’eccezionale tepore di queste prime giornate post-invernali e nemmeno per la straordinaria voglia di restarsene a dormicchiare (quella ci sarebbe sempre, per la verità) nel mentre si assiste alla gemmazione degli alberi. E a proposito (nota di colore domestica): a noi piacciono tantissimo i picchi, ci piacciono talmente tanto che infatti non li insultiamo alla mattina presto quando si mettono a martellare legni di natura varia a dieci centimetri dalla finestra della camera da letto. Però, amici picchi, ecco, come dire? Veniamoci incontro!

Bene.

Dopo la presentazione molto bella di sabato scorso a Novellara (grazie mille a Monia e Stefano e a tutti gli altri), ci si ferma dunque qualche settimana sostanzialmente per due ragioni: la prima è che la famiglia del wiz_goldifish (alter ego di twitter) si sta allargando e nei prossimi giorni è in arrivo una bimba; le seconda, contestuale, è che si approfitterà dunque di tutto questo – pensa te! –  anche per portare avanti con decisione il lavoro, attualmente in corso d’opera, sulla prossima storia.

Allora, provando a darci una tempistica, anche se è abbastanza difficile prevedere le cose in questi casi, diciamo che i Pesci Rossi si prenderanno il mese di aprile per rimanere tranquilli a esplorare nuova vita sui fondali.

Poi ci saranno novità, lo sappiamo già, per il “dopo”.

Intanto, dalle nostre latitudini correggesi, proveremo comunque a seguire una bella proposta: un gruppo di lettura del romanzo con una classe di un liceo romano, in “presa diretta” su Facebook.

Ma su questo e sulle altre cose cercheremo in ogni caso di tenervi aggiornati (sempre che vi interessi).

Nel frattempo: arrivederci a presto e, come sempre… stay tuned!

 

P.S.

Questi mesi sono stati fantastici: vorrei e dovrei ringraziare chi ho avuto il privilegio di incontrare e conoscere. Nonostante quel che si sente dire in giro, ci sono molte persone straordinarie e avvengono cose molto belle là fuori!

Con Stefano Merzi

Tweet!

Mentre proseguono gli appuntamenti dei Pesci Rossi con le scuole – sabato scorso è stata la volta dei ragazzi della IV ginnasio del Liceo Corso di Correggio: fantastici!!!, in un incontro per me “particolare” e anche emozionante, essendo un ex di quella scuola – questa settimana ci siamo dedicati a “cinguettare”. Mercoledì sera, infatti, l’alter ego dei Pesciolini su twitter – @wiz_goldfish – si è messo a canticchiare un bel po’, scoprendo un sacco di cose. Se volete saperne di più, il perché e il percome, leggete pure qui 🙂

Detto questo, ricordiamo ora un altro appuntamento.

Pesci Rossi a Novellara. Sabato 17 marzo, ore 17, i Pesciolini andranno dunque in breve gita a Novellara… Rocca dei Gonzaga (Sala del Fico), con Stefano Merzi.

E, dopo, altre cose seguiranno.

Stay tuned 🙂

Sa gente arrubia!

Ecco.

Allora, di ritorno dalla “missione” a Cagliari, i Pesci Rossi vorrebbero unicamente esser qui a raccontarvi:

– dei meravigliosi ragazzi del “Michelangelo” di Cagliari e del “Primo Levi” di Quartu, incontrati durante la trasferta: c’è qualcuno che si diverte a mettere in giro brutte cose sui ragazzi in genere… E, invece, loro sono sempre spettacolari, sorprendenti, capaci di ogni cosa e di ogni domanda: insomma, se il futuro sarà loro, sarà un bel futuro :-);

– delle altrettanto meravigliose insegnanti, perché ci sono ragioni per le cose dette prima e loro sono una di quelle ragioni… E poi perché fanno il “mestiere” più bello e difficile del mondo;

– di Patrizio e Daniela, i librai di Piazza Repubblica Libri: hanno venduto un sacco di copie dei Pesci Rossi e quindi, ruffianamente, già questo dovrebbe essere sufficiente per ringraziarli… Ma il fatto è che loro sono due persone stupende (in questi mesi di Pesci Rossi vagabondi ne ho conosciute tante: ragazzi, “teniamo botta” – come direbbe un concittadino illustre – perché siete tanti, e siete belli), con una dote assai rara e quindi preziosa: mettere passione per quello che fanno e per come lo fanno! Ci sono difficoltà, certo, e come dice Battiato “la primavera tarda ad arrivare”: eppure, se e quando arriverà (perché DEVE arrivare), se ci sarà una possibilità non farsi trovare impreparati, beh, quella possibilità la si dovrà al lavoro e all’impegno di persone come P&D;

– di Mauri, libraio british, strabiliante batterista degli “Emotionz”, mio nume tutelare nella scoperta del gusto dei ricci di mare e nel tifo onorario per il glorioso Cagliari (dai-dai-dai);

– di Michela Murgia che mi è apparsa non appena messo piede in libreria, io con il mio trolley al seguito e lo stomaco in gola per via di un atterraggio non proprio indimenticabile, e lei con il sorriso a coprire il mio balbettio sorpreso;

– di Cagliari città, della bellezza di perdersi tra le sue vie, tra la Marineria e il Castello, di Cagliari, città ferita (a quanto mi hanno raccontato) e per certi versi “struggente”;

– della presentazione del romanzo di Milena Agus e della condivisione (nel mio piccolo) delle “ansie” di Patrizio perché tutto andasse bene;

– della spiaggia del Poetto e dell’apparizione superlativa dei fenicotteri rosa: “sa gente arrubia” (la gente rosa), chi se lo dimentica più…

Dunque, vorrei esser qui a parlare solo di queste cose. Ma ricordo che oggi, 29 febbraio, è il blogging day per Rossella Urru: CHE DEVE RITORNARE A CASA QUANTO PRIMA!

(altre cose ci aspettano: stay tuned)

(metto anche due minuti di presentazione dei Pesciolini alla biblioteca “Giulio Einaudi” di Correggio ai ragazzi del biennio del Liceo Scientifico Corso)

 

 

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