Si riapre con “L’innocente evasione”

“L’innocente evasione”, esordio narrativo di Alberto Pighini, è un romanzo che parla di colpa, delitto, castigo, redenzione, amore, vita, morte, incontri, felicità, desiderio, vertigini, fede.

Poi parla anche di montagna (l’ambientazione è l’Appennino reggiano), di acqua minerale gassata e di bar di secondo o terzo ordine.
Infine, parla di emozioni, sentimenti e tempo (non il meteo, quell’altro, quello che scorre).
Tutto questo condensato in pagine che corrono via velocemente, con una trama avvincente, salti temporali, dialoghi e flussi di coscienza e riflessioni “dense”.
Ho […]

Occhiali da sole per il mostro-strega

Se tu non hai mai scritto niente per i bambini – e se, anzi, hai persino “paura” e ti sei detto che non farai mai un errore del genere, di cadere in questa tentazione, perché i bambini sono i lettori più esigenti e critici e attenti che uno possa incontrare – ma se le maestre della scuola dell’infanzia di tuo figlio ti chiedono “ehi, ti andrebbe mica di scriverci una storia per la serata di letture che facciamo tra due […]

Intanto nel febbraio ZeroTredici

Intanto sabato scorso ho avuto la fortuna (grazie, grazie mille alla biblioteca “Giulio Einaudi” di Correggio che ha organizzato e promosso e messo in piedi la cosa) di presentare Marco Malvaldi a Correggio e c’erano tantissime persone e Marco Malvaldi è stato molto bravo e (soprattutto) (cosa non scontata) ha dato l’idea di essere proprio una bella persona. Il che non guasta mai.

Intanto Marco Mengoni ha vinto Sanremo. E sì, doveva trionfare Elio, va bene, ma Daniele Silvestri è di […]

Trentadue anni fa, sul balcone di casa mia

Per molti della nostra generazione è stato Alfredino Rampi: la tv del dolore, l’impatto dei media nelle disgrazie della vita, tutto il resto, tutto ciò che ne è seguito, giù, giù fino al plastico nello studio di Vespa.

Per me invece è stata la strage di Ustica.

Non avevo nemmeno 5 anni, il 27 giugno del 1980. E non so dire perché me lo ricordi così bene. Per dire, dell’attentato alla stazione di Bologna, solo un paio di mesi dopo, invece nulla. […]

Il tempo prima, il tempo dopo, il tempo durante

Alcuni hanno già avuto modo di leggere, ma in effetti ho a disposizione anche questo spazio (è mio, ci mancherebbe altro) e qualcuno me l’ha pure chiesto… Per cui, rilancio qui una cosa scritta là 🙂

 

C’era l’orologio della stazione di Bologna.
E adesso c’è quello sulla torre di Finale Emilia.

Entrambi, a loro modo, a più di trent’anni di distanza, sono diventati simboli che ci dicono che in questa terra che non ha mai tempo da perdere sono proprio gli orologi a […]