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A great news (cioè, vabbè, “great” per dire…)

Non so se davvero ci siano i pesci rossi nelle pozzanghere. A distanza di qualche anno non l’ho ancora capito. Forse sì. E sarebbe una scoperta che ha a che fare con i sogni (sogni “propri” o in condivisione con gli altri non è qui importante).

Però, adesso posso dire che tra un po’ ci saranno “goldfish in puddles”. Worldwide in lingua inglese.

Partiranno da qui, da New York per la precisione, e poi non so dove andranno a finire.

E, quindi, mentre resto in attesa di dar loro un seguito, in Italia, trovo abbastanza curiosa l’idea di accompagnare, intanto, Damian, Erik, Roman e compagnia bella in un viaggio così lungo, salendo con loro sul transatlantico che fermerà, quasi sicuramente, a Staten Island. Perché per loro non immagino altra fermata né altro modo di viaggiare. Siamo gente da “terza classe”, ma ne siamo orgogliosi (per dire, in terza classe ci stava anche DiCaprio).

“Ammericà”, trattameli bene i Pesciolini, mi raccomando. Sono persone delicate.

Esattamente come i pesci rossi, o goldfish, che dir si voglia, fragili come tutti quelli che vorrebbero “squagliare il ghiaccio che abbiamo nel cuore”.

Per ogni cosa c’è il suo tempo (giusto)

Vabbè, lo diciamo subito allora: maggio non sarà il mese del nuovo romanzo.

Avrebbe potuto esserlo (come più o meno detto, da qualche parte), ma non lo sarà.

Il motivo è molto semplice: non è pronto. Cioè: è pronto, ma non come dovrebbe, non come vorrei fosse, non come spero possa diventare. Serve tempo, lo dicono in tanti, questa volta lo dico anche per me. Serve tempo perché i Pesci Rossi sono stati una bella avventura e ora (un po’) sono anche una bella “responsabilità”. Serve tempo per abbandonarli, e poi riprenderli, e poi lasciarli ancora. Serve quel tempo che, mentre si è coinvolti in (e si stanno seguendo) altri tre o quattro progetti, necessariamente si dilata, al di là della voglia e della “pigrizia” personale. Serve tempo per mettere le cose al proprio posto, per trovare la parola giusta al momento giusto e metterla in bocca al personaggio giusto.

Insomma, serve quel tempo lì.

D’altra parte sono molto fortunato: ho un editore bravissimo e nessuno che si strappa i capelli se le cose andranno un po’ più per le lunghe (in questo caso).

E’ vero poi che il mercato ha anche certe sue regole, da non dimenticare. Ma, come scrisse il grande Mark Strand, “I am always amazed at / how easily satisfied / some people are”.

🙂

Tempo

Stanno tutti bene

Ho impiegato un po’ di tempo, ma è stato un periodo “intenso”.

Ora sono arrivato al dunque e questo breve post serve solo per comunicare a qualche lettore che me l’ha chiesto, a chi in questi mesi si è interessato della questione, a chi mi ha scritto “bravo” e a quegli altri che  invece mi hanno detto “zingaro di merda” che ok, nonostante il terremoto, tutti i veri Pesci Rossi che conosco ci sono ancora.

E stanno bene.

E sì, tutto sommato il terremoto squassa, ma se – come si diceva – tutta la tua storia sta dentro un baule, beh, allora è più facile prenderla, la tua vita, e metterla al sicuro da qualche parte.

Nelle scorse settimane, poi, alcuni Pesci Rossi hanno messo a disposizione le loro kampine.

Ovviamente non se li è filati nessuno, ma è bello anche solo pensare che l’abbiano fatto.

Per tutto il resto… stay tuned (e buone vacanze) 🙂

Cose che si capiscono alle quattro di notte (breve post sul terremoto)

Correggio, domenica 20 maggio, ore 4,04.

Con Lorenzo in macchina, felicemente all’avventura, ad ascoltare il cd dello Zecchino, Letizia che dorme nella carrozzina, e tutti gli altri, i vicini di casa, a rinnovare un senso di solidarietà e (com)partecipazione fatto solamente di piccoli gesti semplici, ecco, con tutto ciò, in piena notte, capisci:

– che siete tutti davvero fortunati, per un sacco di motivi;

– che anche se la terra trema e il cielo diluvia, il sole prima o poi arriva sempre;

– che esiste una scala per tutte le cose e per tutti i problemi e quelli che fino al giorno prima ti sembravano almeno dell’ottavo grado ora invece ti rendi conto che non erano nemmeno degni di essere registrati dal sismografo della tua vita;

– che ci sono persone che conosci che hanno perso tutto e che dovranno ricominciare; e che lo faranno;

– che si fa fatica, ma che la fatica è necessaria per dare a tutto il giusto peso.

Stiamo tutti bene.

 

stay tuned 🙂

 

 

Due o tre cose di ritorno dal Salone del Libro

Rientrato da Torino, vorrei ringraziare subito tutte le persone che ho avuto la fortuna di incontrare e di conoscere: Silvia, Marta, Gaspare, Marta (i miei editori!!!), Silvia, Sarah, Cristina (i miei agenti!!!), Ernesto, Antonio, Alberto, Liliana, Rocco, Patrizio, Daniele, Emiliano, Ignazio (e molti altri, davvero, davvero).

Di botto, di quello che è stato per il Pesce Rosso il SalTo12 ne ho scritto qui: http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Luna+Park+Lingotto&idSezione=37046

Detto questo, aggiungerò qui alcune considerazioni (saranno brevi, niente di che) che ruotano intorno alla parola “crisi”, la più gettonata in questa edizione (ancor più dell’ottimo titolo “Primavera digitale”).

1. Ovviamente, tutti gli addetti ai lavori, e tutti più autorevoli del sottoscritto, stanno affrontando la crisi del settore editoriale. Dati alla mano, nonostante l’incremento delle iniziative dedicate alla promozione del libro, il numero dei lettori italiani è ancora in diminuzione e il mercato è retto solo dal manipolo dei cosiddetti “lettori forti” che praticamente da sempre reggono sulle loro gracili spalle, e sulle ormai sfiancate mensole delle loro casalinghe librerie, il mercato (e questo nonostante, a sorpresa, i numeri del Salone di quest’anno siano molto buoni, sia come affluenza che come vendite agli stand).

2. Book e ebook. A Torino è stato indubbiamente l’anno del digitale, non solo per via del titolo di questa edizione, ma anche per la massiccia presenza soprattutto di IBS e Amazon, con i propri vari supporti. Interessante è l’intervista pubblicata venerdì scorso su Repubblica a Martin Angioni, responsabile Amazon Italia http://intranews.sns.it/intranews/20120511/SI65045.PDF

Interessante perché solleva, una volta ancora, alcune importante questioni, in particolare in merito all’anomalia tutta italiana per cui grandi marchi editoriali sono anche proprietari di grandi catene distributive e di vendita. In sostanza Angioni dice che le piccole librerie indipendenti (con tutto il loro indotto) sono state messe in crisi dalle librerie di catena e non da Amazon: è verissimo, secondo me, anche se mi sembra comunque che si rimanga nel recinto della lotta deregolarizzata “pesce grosso mangia pesce piccolo”. Solo che ora gli ex pesci grossi italiani si troveranno a che fare con un pesce ancora più grosso e, in tutta onestà, non è possibile provare empatia per loro che per anni hanno letteralmente maramaldeggiato alle spalle dei piccoli (a proposito: “piccolo”, “indipendente” non sono di per sé garanzie di qualità, niente affatto. Però io in questi mesi ho incontrato un sacco di bellissime persone che ogni giorno tirano su la serranda della loro piccola libreria e cercano davvero di migliorare le giornate delle persone: penso che si tratti, a loro modo, di piccoli eroi, di quelle ricchezze che poi ci si ritrova a rimpiangere solo quando le si perdono, ecco).

3. L’editoria a pagamento e il self publishing. Ecco, credo invece che questo sia il “male assoluto”. Non tanto perché mette sullo stesso piano chi si è smazzato per anni, con impegno e sacrifici (non ci si crederà, ma la scrittura è un duro, sporco e solitario lavoro) con chi in due e due quattro si inventa scrittore. No, non è tanto questo. È che si tratta di un sistema del tutto diseducativo, che elimina a monte la fatica (la “fatica” per me è sempre una cosa positiva), proponendo scorciatoie assurde e del tutto impraticabili in altri settori. Ora, immaginate undici ragazzi, scartati da tutti settori giovanili d’Italia, che rifiutano il giudizio professionale e si spera “competente”, e decidono di far da soli, costituiscono una loro squadra e con questa pretendono – “pretendono”, davvero, ecco il punto – l’iscrizione alla Serie A dietro pagamento di un lauto compenso a manager trafficoni. Ecco, se avete immaginato una cosa del genere, vi avvicinate un po’ al mondo del SP e dell’EAP. Tutto questo ipertrofico attivismo, tra l’altro, alimenta un mercato già abbastanza saturo di suo, un fiume in piena di pubblicazioni e novità – un’etica della massiccia pubblicazione cui negli anni hanno contribuito alla grande anche gli editori tradizionali – che fa sì che tutto sia nuovo e un minuto dopo già vecchio, che le settimane culturali del più sperduto paese di provincia siano comunque letteralmente invase dalle presentazioni di libri, senza differenza se quello che parla è Philip Roth o mia zia con il suo volume di ricordi caserecci. È stampato? Allora sei scrittore, che male c’è.

Ecco.

Queste erano le tre considerazioni.

Ne aggiungo una quarta, che è anche una piccola anticipazione: nuovo romanzo, nuovo anno (la mia casa editrice non è di “quelle là”: è anche per questo che le voglio molto bene).

Qua sopra, comunque, presto se ne vedranno alcune nuove.

Stay tuned 🙂

Da qui a Pasqua (e un po’ dopo)

Dato che non sempre i tempi sono esattamente quelli che ci diamo noi, qui i Pesci Rossi si erano presi una pausa di alcuni giorni che invece diventeranno qualcuno di più. Quindi, mentre a Correggio sta per partire la processione del Venerdì Santo descritta da Viki Tondelli in alcune pagine struggenti di “Camere separate“, noi procediamo solo con qualche piccolo aggiornamento dal mondo di Damian&co. (e nel frattempo siamo immersi, ormai completamente, in un’altra storia, dove attualmente ci sono tante occasioni da rimettere in fila, tanti personaggi da conoscere meglio, tante situazioni da sbrogliare e tante cose da non dover dire ora per non fare spoiler!!!).

In attesa di confermare ulteriori date, la prossima settimana, al rientro dalle vacanze pasquali, ricominceranno gli appuntamenti con le scuole (il primo in lista a Correggio, sabato 14 aprile).

Poi.

Utilizzo subito queste righe per ringraziare la prof. Giorgia Penzo e le ragazze dell’Istituto Magistrale “Vittorio Gassman” di Roma, che stanno leggendo in queste settimane le vicende “pozzangherose” di Damian. A parte il fatto che bisognerebbe ringraziare solo per il fatto di aver scoperto una scuola intitolata a Gassman, le cose sono andate più o meno così: siccome non ho ancora avuto la possibilità di raggiungere Roma (dato che, tra le altre cose, chi doveva nascere il 31 marzo, ad oggi, 6 aprile non è ancora nata!) rispondendo al loro invito, la prof. ha creato su Fb un gruppo apposito dove da alcuni giorni stiamo discutendo del romanzo (man mano che la lettura procede). Beh, non so bene che opinione abbiano loro della faccenda, ma, al di là del mio coinvolgimento, questa mi sembra proprio un’idea magnifica che, certo, non può sostituire l’incontro personale, ma forse “aiuta”, in qualche modo, ad avere una lettura meno impersonale di un romanzo (e di tutti i suoi limiti). Insomma, volevo davvero ringraziare per l’occasione che mi hanno concesso e per la disponibilità e la fiducia dimostrate.

E chi dice male della scuola italiana gli caschi la lingua!

Finiamo qui, ovviamente, con gli auguri per i prossimi giorni pasquali. La primavera è leggera come i piumini dei pioppi che in questi giorni stanno imbiancando Correggio (meno “poetico” per chi è allergico, certo): segno che la vita ricomincia sempre e che, se possibile, vale la pena darsi da fare per sbirciare il futuro, iniziando dalle piccole cose che ci accompagnano ogni giorno.

Stay tuned 🙂

Tweet!

Mentre proseguono gli appuntamenti dei Pesci Rossi con le scuole – sabato scorso è stata la volta dei ragazzi della IV ginnasio del Liceo Corso di Correggio: fantastici!!!, in un incontro per me “particolare” e anche emozionante, essendo un ex di quella scuola – questa settimana ci siamo dedicati a “cinguettare”. Mercoledì sera, infatti, l’alter ego dei Pesciolini su twitter – @wiz_goldfish – si è messo a canticchiare un bel po’, scoprendo un sacco di cose. Se volete saperne di più, il perché e il percome, leggete pure qui 🙂

Detto questo, ricordiamo ora un altro appuntamento.

Pesci Rossi a Novellara. Sabato 17 marzo, ore 17, i Pesciolini andranno dunque in breve gita a Novellara… Rocca dei Gonzaga (Sala del Fico), con Stefano Merzi.

E, dopo, altre cose seguiranno.

Stay tuned 🙂

In partenza, di nuovo…

Ed eccoci ancora qui, pronti (o quasi) a sistemare la sacca da viaggio dei Pesci Rossi. Questa volta la destinazione è Pisa, dove da venerdì 21 a domenica 23 ottobre si svolge il Pisa Book Festival, una vetrina editoriale che, negli anni, è cresciuta, diventando un appuntamento librario-culturale tra i più significativi in circolazione. I Pesci Rossi sono attesi al varco da un doppio appuntamento e partiamo dal secondo (il perché lo diciamo in seguito): sabato 22 ottobre, ore 11,30, Stazione Leopolda, incontro con i ragazzi delle scuole (13-16 anni, almeno così dicono), genere di dialogo che, nel corso di questo meraviglioso anno, ci ha riservato sempre delle bellissime sorprese; più complicata, almeno per quel che ci riguarda, la data di venerdì 21 ottobre, quando i Pesciolini Rossi – o meglio: il suo autore – alle ore 18, sempre alla Stazione Leopolda, sono stati inseriti tra gli ospiti di una tavola rotonda – “Quale letteratura per i ragazzi” – che ci procura una certa ansia… Soprattutto perché gli altri due ospiti sono nomi importanti: Roberto Denti è uno degli scrittrori italiani per ragazzi più importanti e conosciuti, oltre ad essere giurato del Premio Andersen, e Luisa Mattia anche, essendo autrice, tra le altre cose, della “Melevisione”.

Urca, urca, urca.

Speriamo di cavarcela senza dire sciocchezze.

Speriamo, accidenti 🙂

 

Pesci Rossi for geek

Ehi ragazzi…

nonostante le apparenze non è ancora arrivato il momento di appendere il cartello “chiuso per ferie”.

Almeno, non da queste parti.

Ci sono infatti ancora alcune questioni di cui occuparsi.

La prima è un annuncio: è da oggi disponibile – evviva evviva – l’ebook dei Pesci Rossi, la “geek version” delle avventure di Damian e Gioele.

Lo trovate qui e nel caso abbiate necessità di uno strumentino per leggerlo sul computer, ecco qua la soluzione.

Ok, ha un prezzo: 7 euro e 90. Non voglio aprire qui un dibattito sui costi della cultura e delle produzioni di contenuti e della “presunta” gratuità delle cose (semmai ci ritorneremo in altra occasione): dico solo “Sette e Novanta“, che, così come il prezzo di copertina della versione cartacea, intendono in parte quantificare le notti trascorse a scrivere i Pesci Rossi e il lavoro di Silvia – a 38 gradi di media! (grazie, grazie, grazie) – per produrre la versione epub.

Va bene, va bene: la seconda cosa è che ci sarà da preparare per bene l’uscita a Carpi, in quel di lunedì 25 luglio, ma ne parlerò a tempo debito.

E la terza è che tra qualche giorno ci sarà un piccola sorpresa, con un “inedito” on line.

Ho detto tutto, per ora.

Stiamo tutti bene, in questa estate all’inizio!

 

E vai con il trapano…

Difficile “staccarsi” dai Pesci Rossi.

Come già scritto in altre occasioni è molto particolare la sensazione che si prova quando si sa che una storia, che era stata solo la tua storia, è diventata anche la storia di altri (cioè di quelli che hanno avuto la bontà e/o la pazienza di leggerla). Poi ci sono le persone che di quella storia parlano, scrivono e dicono: e i Pesci Rossi sono stati fortunati, in questo senso, perché hanno incontrato sulla loro strada (meglio: nella loro pozzanghera) un sacco di amici. Ma anche questa è una sensazione particolare.

A un certo punto, tuttavia, la testa comincia a girare intorno ad altre cose. Ed è quello il momento dove ho capito che Damian è diventato capace di muoversi con le proprie gambe (almeno un po’) e questa cosa genera gioia, ma anche una certa nostalgia. L’anno scorso, di questi tempi, non avrei immaginato nulla e i Pesci Rossi erano solo un file sul portatile, chiamato “Jag/Fuoco” (ehi: giàggià, questa è una piccola notizia di backstage).

E ora, invece, è arrivato il momento di pensare a una vicenda diversa. O meglio: iniziare a dare forma a una cosa finora solo pensata. Il che, in soldoni, si traduce nel ricominciare a guardare con ansia una certa pila di A4 stampati che aspettano sulla scrivania, nel fare tardi la notte, nell’andare al lavoro con in mente un passaggio che sarebbe meglio “sistemarlo lì invece che là”, nel dire “stasera non esco”, nel tirare fuori, con pazienza, e tanta fatica (almeno per me è così) una parola e poi un’altra e un’altra ancora.

Insomma, miei cari: suvvia, si riparte con il trapano e il martello e i chiodi e il cacciavite. Siamo piccoli artigiani, mica siamo a qui ad asciugare gli scogli (cit.).

E speriamo ne esca una cosa decente.

In ogni caso siamo qua.

In ogni caso sarà bello.

 

P.S.

Altre news dal backstage dei Pesci Rossi: la foto che vedete qua sotto è tratta dal “servizio” servito per dare una forma alle trapanate di Erik, il papà di Damian. Nella foto il trapano lo maneggia invece il mio papà, quello vero, che è ben diverso da Erik e che, tra le altre cose, mi ha insegnato ad essere felice (che è poi tutto quanto serve)…