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Zero.Novantanove

Piove da circa un mese.

Diego Milito ha finito la stagione in largo anticipo.

Ora si è fatto male anche Palacio.

Giocherà, per modo di dire, Rocchi.

Come se non bastasse tutto ciò, da qualche settimana sono arrivati in libreria anche i libri a 0,99. Il che, ovviamente, rappresenta una beffa per tutta la categoria. I motivi li ha esposti esattamente Luca Bianchini: io non saprei dire di più e, soprattutto, non saprei dirlo meglio, per cui l’invito è davvero quello di leggere il post.

Da parte mia aggiungo solo alcune considerazioni.

1. Francis Scott Fitzgerald a 0,99 è una specie di crimine contro l’umanità.

2. Di questi libri parlano bene su “Il Giornale“, per cui qui si diffida subito, anche se per onestà linkiamo: insomma, se ti batti per far passare Ruby per la nipote di Mubarak, le tue opinioni poi lasciano il tempo che trovano e puzzano come il fu cristianesimo del buon Magdi (anche nel caso tu avessi ragione).

3. Molti amici librai – ne cito tre solo come esempio: Piazza Repubblica a Cagliari, Il Ponte sulla Dora a Torino, La Galleria del Libro a Ivrea – questi simpatici libretti non li hanno nemmeno presi: e dato che loro sono librai straordinari, un motivo ci sarà, no? E non è solo perché, a conti fatti, al libraio costa di più battere lo scontrino per una cosa del genere rispetto al misero incasso. Ci sta dietro tutto un discorso di rispetto e di cultura, per il quale si rimanda ancora al post citato.

4. Prendiamo il caso di Irène Némirovsky, la meravigliosa scrittrice francese, morta ad Auschwitz. In Italia è stata portata da Adelphi. Immagino che Adelphi, negli anni, abbia curato la traduzione, l’edizione, la promozione di questa autrice, con l’attenzione e la professionalità che da sempre mette nei suoi prodotti. Ora arrivano questi di NC e piazzano anche la Némirovsky a 0,99, sfruttando il lavoro già compiuto da altri e, anzi, additandoli quasi a “rapinatori” (dacché un libro Adelphi, notoriamente, non costa 0,99): vi sembra giusto?

5. La crisi, la crisi non c’entra niente. Si mette sempre in mezzo “la crisi”, per ogni cosa, per far accettare tutto. E nemmeno la promozione della lettura. Per la gratuità della fruizione della cultura – attenzione: gratuità di fruizione non vuol dire gratuità di produzione né il calpestare le varie professionalità – ci sono vari modi: biblioteche, remainders, bookcrossing, offerte, sconti, perfino ebook, se proprio vogliamo dire anche questo. Questi a 0,99 sono i meri “prodotti civetta”, che funzionano come lo sconto sul prosciutto crudo: a quanto me lo metti oggi un chilo di Fitzgerald? Ma è stagionato? Ah no, niente… Magari allora meglio un Seneca. Ma che sia affumicato, grazie.

6. Il profitto. Qui si allarga il discorso, ma tutto ruota sempre e solo intorno al massimo profitto, che oggi sembra governare ogni scelta, anche in campo editoriale. Facciamo un esempio, che ovviamente non vuole gettare la croce addosso a nessuno, ma è così, tanto per dire. Prendete la Pimpa. La Pimpa è un prodotto italiano al 100%, un successo galattico in termini di vendite e notorietà. La casa editrice è modenese, Franco Cosimo Panini (meritoria, tra l’altro, per mille altre cose). La Pimpa a volte la stampano in Cina (forse non tutti i libri, ma diversi sì). Perché? Perché devi andare a stampare in Cina un prodotto che sai già in partenza che ti porterà un profitto altissimo? Perché si vuole sempre ottenere mille e ancora mille e sempre di più, in un gioco sui margini di guadagno che sembra non avere mai fine? Per me la cosa non sta più in piedi. Con queste logiche ci affosseremo da soli, senza nemmeno che i cinesi muovano un dito. E perché Mondadori, per dirne un’altra, stampa in Cina quando è essa stessa proprietaria di industria grafica? Paradosso della caccia al profitto, il massimo profitto, dobloni, arraffare tutto finché è possibile, vien da dire.

7. Qualcosa mi dice che probabilmente la mia agente non firmerà mai a mio nome un contratto con NC  🙂

Va bene.

Ecco.

Fortuna che la settimana prossima i Pesci Rossi saranno ancora e di nuovo in giro. E io, Damian, Roman e compagnia bella, dobbiamo tutto al mio piccolo editore e ai librai che magari tengono ancora un romanzo del 2011 proprio perché non accettano l’espositore dei 99 centesimi. Ok?

Il resoconto della gita in Sardegna – ormai patria adottiva dei Pesciolini – lo faremo presto qui sopra.

Quindi, per ora è tutto.

Keep in touch!

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Persone-Che-Si-Impegnano-A-Rendere-Migliore-La-Vita (i librai): “il meglio deve ancora venire!”

Dato che c’è un tempo per ogni cosa bisogna anche che ogni cosa necessiti del suo tempo. I Pesci Rossi, così, sono saliti in soffitta per lavorare un po’ “in silenzio” alla valigia del nuovo viaggio. Siamo ancora lì, abbiamo messo il pigiama e lo spazzolino da denti, le calze e le mutande, mancano ancora le magliette e una giacca nel caso faccia freddo.

Interrompiamo però il nostro assemblaggio per… Beh, avevamo già scritto che nei viaggi che i Pesci hanno affrontato in questi ultimi mesi – cioè, in tutta la meravigliosa avventura che fin qui ci è capitata – il regalo più bello, più emozionante, più tutto, è stata la possibilità di conoscere Persone-Che-Si-Impegnano-A-Rendere-Migliore-La-Vita. Sì, sì, proprio così. Uno non ci crede, uno a stare sempre nello stesso posto non ci pensa che queste persone esistano davvero. Invece ci sono e sono anche molte di più di quanto si possa immaginare. Sono persone che offrono, sono persone che lavorano, sono persone che arricchiscono la comunità, sono persone che ma chi glielo fa fare.

Va bene.

In poche parole voglio dire che sono i librai.

Ho avuto la fortuna di conoscerne molti e tutti – dico tutti – hanno avuto una storia da raccontare a loro volta, un sorriso, una bottiglia di vino, un’altra lettura da consigliare. Il nonno Roman potrebbe dire: “Sì va bene, casso, ma è il loro lavoro”. Invece no. Invece il nonno Roman si sbaglierebbe a dire così (come si sbaglia in tante altre occasioni). Perché un mestiere lo si può anche fare senza passione, ma non è questo il caso dei librai che ho incontrato io. I librai che ho incontrato io sono persone che alla sera abbassano la serranda e vanno a casa e leggono sul giornale che più della metà degli italiani non compra nemmeno un libro in un anno (anzi, manco lo legge in prestito); beh, non ci crederete, ma questi librai che ho incontrato io, il giorno dopo non è che chiudono bottega per mettersi a vendere smartphone, ma riaprono e ci riprovano e pensano, e sono convinti che prima di alzare bandiera bianca ci siano ancora un bel po’ di cose da poter fare.

Ora, siccome tre di questi librai che ho conosciuto io sono al lavoro per cambiare, e cambiare in meglio – Rocco che si sposta dalla “Torre di Abele”, Alessandro e Chiara che da Sarzana risalgono a Torino, Patrizio che apre una nuova “Piazza Repubblica” a Cagliari che però non è più in Piazza Repubblica – ecco, siccome loro stanno dicendo che non si arrendono mica, io, noi Pesci Rossi, facciamo loro tanti… tanti in bocca al lupo! “Il meglio deve ancora venire“: lo dicono qui a Correggio, crediamoci, dai 🙂

Ok, ritorniamo in soffitta.

Stay tuned…

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Torino-Ivrea-Correggio

Nello scompartimento del treno, al ritorno, la signora seduta di fronte a me sfogliava e leggeva con attenzione “Chi”. Alzando ogni tanto gli occhi dal libro che stavo cercando di terminare in fretta, ho così scoperto, dalla copertina dell’elegante periodico diretto dal prossimo Pulitzer, Alfonso Signorini, che Berlusconi “benedice” l’accoppiata di Barbara con il papero Pato (per chi non lo sapesse: una delle figlie di Berlusconi si è messa con l’attacante rossonero) e che a pagina 37 del suddetto giornale era pubblicata una nuova entusiasmante puntata di un fotoromanzo (dannazione: in Italia esistono ancora i fotoromanzi e, di più: esiste ancora gente che li legge!).

Bene.

Queste sono le sole due brutte notizie che mi porto a casa da Torino

Se questi sono gli aspetti negativi, potrete già intuire che la trasferta sabauda dei Pesci Rossi è stata un successo!

Uno dice: “Sì, eh vabbé: ti fai due giorni di vacanza a presentare il tuo libro e ti credo che è un successo!”.

Le cose non stanno così.

Cioè sì, anche: ci sono state le presentazioni e gli incontri con le scuole, le domande e le risposte e tutto il resto di quello che potevo immaginarmi in partenza. E sì, le presentazioni sono pure state seguite da un sacco di gente, che non mi sarei mai aspettato.

Eppure, non sono tanto questi particolari a fare un giocatore (direbbe il Principe De Gregori). Ovvero: non è stata questa la dimensione del successo del viaggio.

Quanto piuttosto le persone meravigliose che ho conosciuto. Cercherò di non fare torto a nessuno, ma qualcuna va citata, a partire da Liliana e Silvia e Marta (lo staff Instar), che stanno curando con amore l’acquario dei Pesci Rossi; e poi il fantastico Rocco della “Libreria Torre di Abele”, una di quelle persone per cui ti dispiace davvero non averle conosciute finora; e dopo, Gianmario (uno che ha questo pregio: lo conosci da 5 minuti e vorresti fermarti a chiacchierare con lui 5 ore… che non è un pregio da poco) e le ragazze della “Galleria del Libro” di Ivrea (con special guest gli chef della Gusteria), che ci hanno accolto alla grande e che ci hanno fatto trascorrere una magnifica serata; e Gianluca di Radioflash, che ha gestito con un sorriso la mia inadeguatezza al mezzo radiofonico; e Marco (Lazzarotto), che è uno scrittore che VA letto (è un consiglio), e che è arrivato alla presentazione e si è messo a ridere per l’accento emiliano… E, infine, le bibliotecarie, gli insegnanti e i ragazzi della Falchera, e quelli dello Steiner, per le domande, le curiosità e per gli “ohhhh” al sentire nominare “Correggio”!

Insomma: ecco qua.

Difficile dire e rispondere alla semplice domanda “com’è andata?”.

Ai Pesci Rossi non lo so come sia andata (spero bene, spero).

A Marco è andata alla grande (citazione caviniana!).

E ora, buon e breve riposo. Domenica 17 giochiamo in casa (che è sempre un passaggio insidioso). E dopo si riparte per Torino, alla Fiera del Libro e poi e poi e poi… (sì, ci sono nuove date: le trovate sempre nel solito posto).

See you soon!

 

P.S.

Ah, come sentirete (spero) si è riattivato anche l’audio del blog (dopo il piccolo problema che abbiamo avuto in settimana): insomma, si lavora, si lavora 🙂