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Road to… Collecchio

Sì, lo so… Anche a me, prima o poi, piacerebbe occuparmi e scrivere di un “universo” appena più vasto rispetto alle pozzanghere dei Pesci Rossi.

Eppure, proprio intorno ai Pesciolini sono accadute tante cose, in questo 2011, che… A volte ci penso un po’ su, se sia il caso di dirle o meno: poi non resisto ed ecco qua. Davvero, portate pazienza: arriverà anche il momento in cui ci occuperemo di altro.

Allora, adesso è ancora tempo di date e appuntamenti: diciamo che inizia la stagione autunnale e, a quanto sembra, Damian e soci troveranno ospitalità e occasioni di presentarsi in alcune biblioteche.

Ma, certo, andiamo con ordine… Prima di tutto faccio un passo indietro e ringrazio, così, pubblicamente, Gaspare, Marta, Silvia, Enrico e, insomma, tutti quanti alla Instar per la bella giornata di venerdì, al Festival Letteratura di Mantova: nonostante il caldo umido, adatto più ai coccodrilli che a bipedi terricoli, è stata un’ottima occasione per conoscere persone (fare cose, vedere gente, eccetera…), sentire discorsi interessanti, approfondire il gossip editorial-letterario e gironzolare per la città in una giornata di vacanza (mica roba da poco, a pensarci bene, altro che “tiramenti” da autore: si deve prendere tutto il buono che capita e non smettere di riconoscere quanto si sia fortunati).

Detto questo, ricordiamo poi l’incontro con l’Aperitivo di Parole, in quel di Collecchio, Parma, (Biblioteca comunale, all’interno del Parco Nevicati: un posto molto bello, tra l’altro), venerdì 16 settembre, alle ore 18 (più sotto la locandina dell’iniziativa).

E a questo proposito vanno aggiunte alcune cose: prima di tutto il ringraziamento a Enrico Tamassia e Marco Ascenzi che, ancora una volta, si prestano ad accompagnare con la chitarra le tragicomiche letture delle avventure dei Pesci Rossi; e poi ci sta un abbraccio per Fabio Carapezza, autore di una bella raccolta di racconti – “L’inconveniente di esistere” – e promotore infaticabile dell’Aperitivo: non è mica tanto facile trovare persone che si “sbattono” in questo modo per organizzare presentazioni e dare la possibilità ad altri di farsi conoscere. Non è mica facile: per questo, a Fabio va una bella botta di “grazie mille”.

E, come al solito, per tutto il resto stay tuned 🙂

Com’è, come non è che siamo stati a Reggio Calabria

Scena Uno – I Bronzi di Riace

Se tu sei un Bronzo di Riace, oltre a compiacerti per i tuoi due metri di altezza, potresti ben dire di averne viste parecchie, nella vita. Vero che prima che il sub dilettante Mariottini facesse boing con la zucca, immergendosi davanti alla costa di Riace, per l’appunto, e rinvenendoti in questo modo (secondo la teoria accreditata) beh, avevi trascorso parecchi secoli sotto il livello del mare: certe cose te la sarai sicuramente perse, certi avvenimenti, certi fatti, tu lì, con i pesci, mentre di sopra eruttava il Vesuvio, per esempio, cadeva l’impero romano, si susseguivano guerre e amori, intrighi e fatiche, potenti e regni vari di cui ora non si conserva nemmeno memoria. Però una cosa sicuramente non te la sei persa: l’occasione per pensare, per riflettere anche sulla caducità delle cose, per “avere il tempo”, cioè, che in fondo è una ricchezza non da poco. Tu, le alghe, i fondali e quell’altro tuo compagno, appoggiato sulla sabbia, poco più in là.

Passano duemila anni e ti ritrovi sdraiato a pancia in giù, esposto al restauro nel Palazzo della Regione calabrese, con un tubo che ti entra da un tallone che ti dicono che serva a pulirti ben bene. La notizia allarmante, per te, è che hai un piccolo problema di corrosione; la notizia buona, invece, è che ormai da anni sei una star, ma questa condizione non ha mutato di una virgola il tuo atteggiamento: magari hai perso un occhio e ti hanno tolto le armi, ma tu rimani serafico, a riflettere sulla meravigliosa, terribile, funesta, bellissima condizione umana. E in più ci sono riconosciuti professionisti del benessere che si prendono cura di te: come essere ospite perenne in una spa, gratuitamente.

Fuori dalla grande teca in cui ti stanno risistemando, ti guardo, accompagnato da Carla e Josie che mi sono venute a prendere allo specialistico aeroporto Tito Minniti – “specialistico” perché pare ci voglia un patentino speciale per atterrarvi e decollarvi, dato che è in mezzo alle case e la sua pista corta termina a ridosso del mare – e penso che sarebbe bello “avere il tempo”, respirare a fondo, adesso che sono lì, e prendermi tutto il bello che questa occasione promette. Come fanno loro, da sempre, i Bronzi di Riace.

Scena Due – Il più bel chilometro d’Italia

Definizione dannunziana del lido di Reggio Calabria.

Ero curioso di verificare se ciò corrispondesse al vero, considerato che D’Annunzio non era uno che le sparava piccole. Esito: non so se è il più bello d’Italia, ma è bellissimo, davvero.

Abbiamo fatto un piccolo tour reggino: Carla – che alla sera avrebbe presentato al pubblico le motivazioni per cui i Pesci Rossi sono arrivati lì – ha costruito un percorso con il passaggio davanti a tutte le scuole che ha frequentato, mentre Josie mi spiegava un po’ di cose, anche sul funzionamento della serata e sulla storia importante del Premio Seminara e del Circolo Rhegium Julii.

Segnalazione d’obbligo per la gelateria Sottozero, con i panini (l’equivalente migliore delle focaccine gelato correggesi).

Senza fretta, tutto bello.

Scena Tre – L’autista di Daria Colombo

Fortuna che la Panna, prima della partenza, mi aveva consigliato di portarmi una camicia, per la serata. Io ci sarei andato in polo. Nemmeno la camicia, tuttavia, mi ha salvato dall’essere scambiato in hotel per l’autista di Daria Colombo, scrittrice, autrice di “Meglio dirselo”, finalista come me del Premio. I suoi amici, presenti sin dalle prime battute delle serata, mi hanno infatti a più riprese invitato ad andare a prendere l’auto per accompagnarli al luogo della premiazione. Fortuna che a un certo punto è arrivato anche Paolo Sortino, autore di “Elisabeth”, terzo finalista, febbricitante, ma con look adeguato al mio standard 🙂 .

E poi c’è stata la serata, con le presentazioni, le interviste, i voti, lo spoglio live, l’esito, eccetera eccetera: ok, i Pesci Rossi hanno vinto, ma non è di questo che si vuol parlare qui.

Piuttosto, ancora, senza fretta: la cosa migliore è stata la possibilità di poter conoscere e parlare con tante persone, percepire il tempo, la voglia, la passione che mettono nell’organizzare non solo la serata del Premio, ma tutta l’attività del Circolo. Tante piccole cose e tante semplici attenzioni, che fanno la differenza. Ok, lo dico: non deve essere semplice organizzare e organizzarsi in una realtà come quella di Reggio Calabria, che non è Milano e nemmeno Reggio Emilia, per un sacco di motivi, in parte arcinoti, ma che, comunque, non tocca a me approfondire ora. Eppure si nota una marcia in più, in questa occasione. Mi sono chiesto il perché e credo che molto abbia a che fare, ancora, con il tempo necessario per fare le cose: i ragazzi del Rhegium Julii si prendono lo spazio necessario non solo per leggere i libri – e già questo, dato l’andazzo, sarebbe un’opera assolutamente meritoria – ma anche per approfondirli, sezionarli, discuterli, renderli in qualche modo più vivi. Per esempio, nella relazione che Carla ha presentato sui Pesci Rossi, ho trovato spunti cui nemmeno io avevo pensato.

Scena Quattro – Il tempo per fare le cose

È stato il signor Eolo a riaccompagnarmi, il giorno dopo, all’aeroporto.

Dopo la consegna del Premio, la sera precedente, c’era stata una cena a base di pesce. Io guardavo i piatti un po’ confuso, un po’ perché il mio vicino di tavolo continuava a riempirmi il bicchiere di vino, un po’ perché il racconto delle recenti vacanze delle coppie Vecchioni-Morandi (Daria Colombo è infatti moglie di Roberto Vecchioni) catalizzava l’attenzione e un po’ perché certi pesci non sapevo bene come aprirli. In fondo è stata una fortuna: anche qui ho avuto il tempo per pensare a quanto stava accadendo. Ed essere felice. Non è un premio da poco avere la possibilità di essere felici.

Comunque, ritorniamo al signor Eolo: al momento dei saluti io mi auguro di poter tornare, un giorno. E lui mi risponde che il tutto dipende da me, dalla mia scrittura e dal tempo che potrò dedicarle. Insomma, mi dice chiaro e tondo che non è che uno debba forzatamente sfornare romanzi a ripetizione e che il tempo è una cosa troppo preziosa per uno scrittore.

Ancora il tempo.

Mi sa che alla fine è davvero questo il premio, la possibilità di “avere tempo per…”, anche solo per un paio di giorni.

Decollo e zuuuuuuum, in due secondi il Tito Minniti è già sotto di noi e con lui lo Stretto.

Ecco, non ho fatto in tempo a ringraziare tutti quelli che avrei voluto: sarà la frenesia del nord, che già ritorna a fare capolino.

Lo faccio ora, qui: un super grazie a tutti i volontari del Rhegium Julii, che hanno letto, organizzato, accolto, presentato, discusso, preparato, sistemato, organizzato, con un saluto e un augurio particolare al presidente Peppe Casile, impossibilitato causa malanno ad essere presente; un abbraccio a Paolo e Daria, che hanno condiviso questa esperienza, anche con la febbre e con lo stress per i ritardi aerei: le occasioni non vanno mai sprecate, soprattutto se sono occasioni di conoscenza.

A Damian, Gioele e nonno Roman, i miei “pesciolini”: non sono il portavoce di nessuno, ma “avere il tempo” per raccontarsi è l’augurio migliore che si possa fare ai veri Pesci Rossi, perché così tutto diventa più semplice.

A Silvia, Marta e tutti alla Instar, per avermi mandato fin lì, a respirare.

Infine, naturalmente, a Josie e Carla, le mie “tutor” reggine: il “chilometro più bello d’Italia” è stato avervi conosciuto 🙂 !

P.S.

Nota di servizio: i Pesci Rossi tornano poi a casa e lo fanno con una presentazione, venerdì 16 settembre, alle ore 18, in quel di Collecchio (Parma): naturalmente torneremo con aggiornamenti su questa data.

Stay tuned!

P.P.S.

Di questa storia, prima o poi, ci saranno anche delle foto: pazienza… 🙂

Pesci Rossi for geek

Ehi ragazzi…

nonostante le apparenze non è ancora arrivato il momento di appendere il cartello “chiuso per ferie”.

Almeno, non da queste parti.

Ci sono infatti ancora alcune questioni di cui occuparsi.

La prima è un annuncio: è da oggi disponibile – evviva evviva – l’ebook dei Pesci Rossi, la “geek version” delle avventure di Damian e Gioele.

Lo trovate qui e nel caso abbiate necessità di uno strumentino per leggerlo sul computer, ecco qua la soluzione.

Ok, ha un prezzo: 7 euro e 90. Non voglio aprire qui un dibattito sui costi della cultura e delle produzioni di contenuti e della “presunta” gratuità delle cose (semmai ci ritorneremo in altra occasione): dico solo “Sette e Novanta“, che, così come il prezzo di copertina della versione cartacea, intendono in parte quantificare le notti trascorse a scrivere i Pesci Rossi e il lavoro di Silvia – a 38 gradi di media! (grazie, grazie, grazie) – per produrre la versione epub.

Va bene, va bene: la seconda cosa è che ci sarà da preparare per bene l’uscita a Carpi, in quel di lunedì 25 luglio, ma ne parlerò a tempo debito.

E la terza è che tra qualche giorno ci sarà un piccola sorpresa, con un “inedito” on line.

Ho detto tutto, per ora.

Stiamo tutti bene, in questa estate all’inizio!

 

Torino-Ivrea-Correggio

Nello scompartimento del treno, al ritorno, la signora seduta di fronte a me sfogliava e leggeva con attenzione “Chi”. Alzando ogni tanto gli occhi dal libro che stavo cercando di terminare in fretta, ho così scoperto, dalla copertina dell’elegante periodico diretto dal prossimo Pulitzer, Alfonso Signorini, che Berlusconi “benedice” l’accoppiata di Barbara con il papero Pato (per chi non lo sapesse: una delle figlie di Berlusconi si è messa con l’attacante rossonero) e che a pagina 37 del suddetto giornale era pubblicata una nuova entusiasmante puntata di un fotoromanzo (dannazione: in Italia esistono ancora i fotoromanzi e, di più: esiste ancora gente che li legge!).

Bene.

Queste sono le sole due brutte notizie che mi porto a casa da Torino

Se questi sono gli aspetti negativi, potrete già intuire che la trasferta sabauda dei Pesci Rossi è stata un successo!

Uno dice: “Sì, eh vabbé: ti fai due giorni di vacanza a presentare il tuo libro e ti credo che è un successo!”.

Le cose non stanno così.

Cioè sì, anche: ci sono state le presentazioni e gli incontri con le scuole, le domande e le risposte e tutto il resto di quello che potevo immaginarmi in partenza. E sì, le presentazioni sono pure state seguite da un sacco di gente, che non mi sarei mai aspettato.

Eppure, non sono tanto questi particolari a fare un giocatore (direbbe il Principe De Gregori). Ovvero: non è stata questa la dimensione del successo del viaggio.

Quanto piuttosto le persone meravigliose che ho conosciuto. Cercherò di non fare torto a nessuno, ma qualcuna va citata, a partire da Liliana e Silvia e Marta (lo staff Instar), che stanno curando con amore l’acquario dei Pesci Rossi; e poi il fantastico Rocco della “Libreria Torre di Abele”, una di quelle persone per cui ti dispiace davvero non averle conosciute finora; e dopo, Gianmario (uno che ha questo pregio: lo conosci da 5 minuti e vorresti fermarti a chiacchierare con lui 5 ore… che non è un pregio da poco) e le ragazze della “Galleria del Libro” di Ivrea (con special guest gli chef della Gusteria), che ci hanno accolto alla grande e che ci hanno fatto trascorrere una magnifica serata; e Gianluca di Radioflash, che ha gestito con un sorriso la mia inadeguatezza al mezzo radiofonico; e Marco (Lazzarotto), che è uno scrittore che VA letto (è un consiglio), e che è arrivato alla presentazione e si è messo a ridere per l’accento emiliano… E, infine, le bibliotecarie, gli insegnanti e i ragazzi della Falchera, e quelli dello Steiner, per le domande, le curiosità e per gli “ohhhh” al sentire nominare “Correggio”!

Insomma: ecco qua.

Difficile dire e rispondere alla semplice domanda “com’è andata?”.

Ai Pesci Rossi non lo so come sia andata (spero bene, spero).

A Marco è andata alla grande (citazione caviniana!).

E ora, buon e breve riposo. Domenica 17 giochiamo in casa (che è sempre un passaggio insidioso). E dopo si riparte per Torino, alla Fiera del Libro e poi e poi e poi… (sì, ci sono nuove date: le trovate sempre nel solito posto).

See you soon!

 

P.S.

Ah, come sentirete (spero) si è riattivato anche l’audio del blog (dopo il piccolo problema che abbiamo avuto in settimana): insomma, si lavora, si lavora 🙂