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“Il Ministero della bellezza” (un libro proprio da leggere)

Una scrittura colta, ironica, leggera senza essere mai banale, piena di trovate capaci di scaldare il cuore e illuminare la mente. Stiamo ovviamente parlando di “Come miele colato su un tomino”, folgorante opera prima del giovane Adriano Cassandro, un nome sul quale, non facendoci difetto l’esperienza, diciamo subito che la letteratura italiana potrà far gran conto nei decenni a venire. A dire il vero, per le italiche sorti letterarie all’orizzonte si profilano anni di rinnovato entusiasmo, percependo l’inizio di una di quelle vette che, seppur raramente, quando appaiono sanno però caratterizzare un mondo altrimenti asfittico: “Clinker”, dell’altrettanto splendida esordiente Ottavia Dallamano, infatti, si pone come una sorta di controcanto femminile al miele dei tomini e nulla vieta di pensare alla coppia Cassandro-Dallamano come ai Moravia-Morante del terzo millennio.

Ma torniamo al nostro giovane Cassandro. Prima della sua felice uscita editoriale sapevamo certamente che il tomino è un classico formaggio piemontese, ricavato esclusivamente dal latte caprino. Nessuno, finora, si era però spinto con così felice ardimento a raffigurare una colata di dolcissimo miele su tale formaggio, metafora evidente del binomio di gusti, oserei dire del melting pot di convivenze, cui i giovani d’oggi devono pur guardare con speranza. Ecco, è proprio il tema della speranza, tra l’altro, a rappresentare il filo conduttore del romanzo di Cassandro che, recuperando certe felicissime intuizioni del primo Andrea Zambelli – quello del celebrato e pluripremiato “Avvisali tutti!”, per intenderci –  riesce con coraggio nel non facile intento di trasmettere i sogni, le ambizioni, le paure, l’amore di un’intera generazione, quella che solitamente è relegata ai margini del mainstream, la stessa che con tenacia e fierezza si confronta sui grandi temi nei salotti televisivi delle due e mezza del pomeriggio. Insomma, Adriano Cassandro riesce felicemente laddove altri, prima di lui, avevano arrancato per abbozzare sprazzi di questa nuova letteratura di sentimenti, sentimenti veri, sentimenti che fanno timidamente capolino tra un gelato e un pomeriggio al centro commerciale, altri autori che invece avevano solo lasciato intravedere possibilità e capacità che poi, alla concreta prova dei fatti, hanno deluso le attese (e ci riferiamo soprattutto al Labrozzo di un paio di stagioni fa, con il suo inconcludente “Regalo di compleanno”).

In definitiva, quindi, sappiamo tutti che nel nostro meraviglioso paese del sole e del mare, la lettura non è tenuta in gran conto. E a ragione: perché perdere tempo con il naso incollato a pagine di libri quando la vita all’aria aperta ci chiama con tale bellezza? Eppure, se proprio volete leggere un libro all’anno, per migliorare la nostra posizione nelle classifiche internazionali di genere, che per i motivi suddetti ogni anno ci inchiodano nelle ultime posizioni, ecco, allora senza indugio leggete “Come miele colato su un tomino”, di Adriano Cassandro. E fatelo prima che esca il film – che a quanto dicono sarà presto nelle sale per la regia di Fabio Volo – per non togliervi poi il gusto di assaporare le singole parole del Cassandro non disgiungendole dalla conoscenza della delicata e perfetta trama narrativa del romanzo.

Bene.

Detto questo aggiugno che:

– nonostante Marco Lazzarotto mi abbia tirato il pacco al Salone di Torino, non presentandosi all’appuntamento stabilito da precedenti e vincolanti accordi e cercando di rimediare con una tardiva telefonata;

– nonostante per il citato motivo, la mia copia de “Il Ministero della bellezza”, seconda opera di Marco Lazzarotto, sia rimasta priva dell’autografo con dedica dell’autore;

– ecco, nonostante tutti questi motivi di vario risentimento, voglio specificare qui che Marco Lazzarotto con “Il Ministero della bellezza”, edito da Indiana, ha scritto un gran bel romanzo, uno di quelli che ci rimani male alla fine proprio perché è finito (ed è finito senza sapere più nulla di Lisa, ex ragazza del protagonista del romanzo, lo scrittore torinese Matteo Labrozzo, personaggio che, nel contesto della dittatura morbida della Callistocrazia – siamo in un’Italia futuribile, ma nemmeno poi troppo – dicevamo, questa Lisa, in questo contesto, aveva tutte le carte in regola per continuare ad allietarci fino a pagina 280 – e non resta quindi che continuare a immaginarcela in sottoveste, in splendida forma, in una delle ultime scene a metà del romanzo in cui fa la sua apparizione).

Io non so se Marco Lazzarotto conosca Marco Bosonetto. Però, “Il Ministero della bellezza” mi ha ricordato per alcuni aspetti – soprattutto per certi spunti satirici e per l’ambientazione in un’Italia del futuro prossimo la cui politica è irrimediabilmente corrotta – “Nel grande show della democrazia”: ma se Bosonetto concentrava gran parte della sua ironia nel racconto dello sfacelo partitico e istituzionale, Lazzarotto ci regala, invece, una seconda parte di romanzo (soprattutto) dove l’attenzione viene spostata sul mondo editoriale, con gli assurdi meccanismi che sempre più spesso sembrano regolarlo. Riuscendo spesso esilarante. Nel senso migliore del termine, ovvio.

Ora, i casi sono tre:

– Marco Lazzarotto conosce Marco Bosonetto;

– Marco Lazzarotto non conosce Marco Bosonetto;

– Marco Lazzarotto e Marco Bosonetto possono tranquillamente dire “Marco Truzzi l’ha fatta fuori dal vaso ancora una volta” e buona lì.

Però, alla fine, posso concludere questa recensione, che nei fatti è poi diventata quasi una metarecensione – e posso farlo con la coscienza pulita – con lo stesso consiglio che chiudeva la finta recensione al finto libro dell’inesistente Adriano Cassandro: leggete “Il Ministero della bellezza”, di Marco Lazzarotto, edito da Indiana. Non ve ne pentirete, davvero.

 

P.S.

Così, per chiarire ancora meglio: “Come miele colato sui tomini” non esiste, così come è inesistente lo scrittore Adriano Cassandro e tutto il resto citato nella prima parte di questa recensione. Si tratta di titoli e autori che compaiono nel romanzo di Marco Lazzarotto: il che offre solo un piccolo assaggio della straordinaria capacità inventiva e narrativa dell’autore. Per cui non chiedeteli al vostro libraio, non mettetelo in difficoltà che ha già mille altri casini cui pensare.

P.S. 2

Siccome ho parlato di un sacco di cose, ma non della trama de “Il Ministero della bellezza“, ecco qui, dalla quarta di copertina: “L’Italia e una Repubblica fondata sulla bellezza: i brutti vengono retrocessi o licenziati, esclusi dai centri storici, dai locali, dai supermercati, costretti a coprirsi il volto con eleganti sacchetti per il pane. Anche il cielo, di un perenne e limpido azzurro, sembra essersi piegato ai voleri del nuovo governo. In un Paese ormai schiavo dell’apparenza, Matteo Labrozzo, scrittore emergente, diventa vittima dei propri limiti fisici, ritrovandosi sempre più emarginato: la fidanzata se ne va, il suo editore non ha intenzione di pubblicargli altri libri e la sua calvizie è sempre più incipiente. Per sopravvivere, Matteo dovrà guardarsi allo specchio e prendere una decisione: conformarsi e lasciarsi plasmare, o dichiarare guerra aperta alla patinata dittatura della Callistocrazia”.

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Due o tre cose di ritorno dal Salone del Libro

Rientrato da Torino, vorrei ringraziare subito tutte le persone che ho avuto la fortuna di incontrare e di conoscere: Silvia, Marta, Gaspare, Marta (i miei editori!!!), Silvia, Sarah, Cristina (i miei agenti!!!), Ernesto, Antonio, Alberto, Liliana, Rocco, Patrizio, Daniele, Emiliano, Ignazio (e molti altri, davvero, davvero).

Di botto, di quello che è stato per il Pesce Rosso il SalTo12 ne ho scritto qui: http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Luna+Park+Lingotto&idSezione=37046

Detto questo, aggiungerò qui alcune considerazioni (saranno brevi, niente di che) che ruotano intorno alla parola “crisi”, la più gettonata in questa edizione (ancor più dell’ottimo titolo “Primavera digitale”).

1. Ovviamente, tutti gli addetti ai lavori, e tutti più autorevoli del sottoscritto, stanno affrontando la crisi del settore editoriale. Dati alla mano, nonostante l’incremento delle iniziative dedicate alla promozione del libro, il numero dei lettori italiani è ancora in diminuzione e il mercato è retto solo dal manipolo dei cosiddetti “lettori forti” che praticamente da sempre reggono sulle loro gracili spalle, e sulle ormai sfiancate mensole delle loro casalinghe librerie, il mercato (e questo nonostante, a sorpresa, i numeri del Salone di quest’anno siano molto buoni, sia come affluenza che come vendite agli stand).

2. Book e ebook. A Torino è stato indubbiamente l’anno del digitale, non solo per via del titolo di questa edizione, ma anche per la massiccia presenza soprattutto di IBS e Amazon, con i propri vari supporti. Interessante è l’intervista pubblicata venerdì scorso su Repubblica a Martin Angioni, responsabile Amazon Italia http://intranews.sns.it/intranews/20120511/SI65045.PDF

Interessante perché solleva, una volta ancora, alcune importante questioni, in particolare in merito all’anomalia tutta italiana per cui grandi marchi editoriali sono anche proprietari di grandi catene distributive e di vendita. In sostanza Angioni dice che le piccole librerie indipendenti (con tutto il loro indotto) sono state messe in crisi dalle librerie di catena e non da Amazon: è verissimo, secondo me, anche se mi sembra comunque che si rimanga nel recinto della lotta deregolarizzata “pesce grosso mangia pesce piccolo”. Solo che ora gli ex pesci grossi italiani si troveranno a che fare con un pesce ancora più grosso e, in tutta onestà, non è possibile provare empatia per loro che per anni hanno letteralmente maramaldeggiato alle spalle dei piccoli (a proposito: “piccolo”, “indipendente” non sono di per sé garanzie di qualità, niente affatto. Però io in questi mesi ho incontrato un sacco di bellissime persone che ogni giorno tirano su la serranda della loro piccola libreria e cercano davvero di migliorare le giornate delle persone: penso che si tratti, a loro modo, di piccoli eroi, di quelle ricchezze che poi ci si ritrova a rimpiangere solo quando le si perdono, ecco).

3. L’editoria a pagamento e il self publishing. Ecco, credo invece che questo sia il “male assoluto”. Non tanto perché mette sullo stesso piano chi si è smazzato per anni, con impegno e sacrifici (non ci si crederà, ma la scrittura è un duro, sporco e solitario lavoro) con chi in due e due quattro si inventa scrittore. No, non è tanto questo. È che si tratta di un sistema del tutto diseducativo, che elimina a monte la fatica (la “fatica” per me è sempre una cosa positiva), proponendo scorciatoie assurde e del tutto impraticabili in altri settori. Ora, immaginate undici ragazzi, scartati da tutti settori giovanili d’Italia, che rifiutano il giudizio professionale e si spera “competente”, e decidono di far da soli, costituiscono una loro squadra e con questa pretendono – “pretendono”, davvero, ecco il punto – l’iscrizione alla Serie A dietro pagamento di un lauto compenso a manager trafficoni. Ecco, se avete immaginato una cosa del genere, vi avvicinate un po’ al mondo del SP e dell’EAP. Tutto questo ipertrofico attivismo, tra l’altro, alimenta un mercato già abbastanza saturo di suo, un fiume in piena di pubblicazioni e novità – un’etica della massiccia pubblicazione cui negli anni hanno contribuito alla grande anche gli editori tradizionali – che fa sì che tutto sia nuovo e un minuto dopo già vecchio, che le settimane culturali del più sperduto paese di provincia siano comunque letteralmente invase dalle presentazioni di libri, senza differenza se quello che parla è Philip Roth o mia zia con il suo volume di ricordi caserecci. È stampato? Allora sei scrittore, che male c’è.

Ecco.

Queste erano le tre considerazioni.

Ne aggiungo una quarta, che è anche una piccola anticipazione: nuovo romanzo, nuovo anno (la mia casa editrice non è di “quelle là”: è anche per questo che le voglio molto bene).

Qua sopra, comunque, presto se ne vedranno alcune nuove.

Stay tuned 🙂

Torino, comunicazioni di servizio

Come già riferito, è con grande piacere che i Pesci Rossi si apprestano a ritornare al Salone Internazionale del Libro di Torino. Quindi, quelle che seguono sono solo alcune note di servizio sulla trasferta.

Dunque, per quel che ci riguarda l’appuntamento è venerdì 11 maggio, ore 18,30, Sala Arancio (a lato padiglione 2), con Ernesto Aloia.

Ma il Salone del Libro propone, come sempre, circa un miliardo di incontri e occasioni ed espositori. La mia casa editrice, Instar, per esempio, la potete trovare al Padiglione 2, stand N46: se siete di passaggio, naturalmente l’invito è a fare un salto!

E a proposito di “salto”: #SalTo12 e #PrimaveraDigitale sono gli hashtag twitter per chi intende rimenare aggiornato su quanto avviene al Lingotto e condividere impressioni in diretta. Poi ovviamente sono attivi tutti gli altri canali, dal sito web ai social.

Insomma, ecco tutto.

In partenza, via: non vediamo l’ora di ficcarci nuovamente in quel grande, meraviglioso, di fatto irrinunciabile casino che è il Salone: buona Primavera Digitale (che è il titolo di quest’anno) a tutti!

Stay tuned (ci saranno presto novità anche qui sopra) 🙂

 

Back to Turin!

Sono lento, lo so.

In questo periodo sono davvero lento nell’aggiornare il blog. Sarebbe una storia un po’ lunga da raccontare e io non vorrei nemmeno fare la figura di quello che… Beh, non è che sono qui a tediarvi con le mie vicende familiari, ma il fatto che sia nata Letizia lo dico solamente per giustificare, almeno in parte, la mia latitanza. Intanto ho potuto personalmente sfatare un mito: non è vero che la notte sia così produttiva. Forse se dormi di giorno. Ma quando non dormi né di giorno né di notte, durante quest’ultima hai sonno, punto.

Va bene. Questo lo abbiamo detto.

Ma ora sono qui per aggiungere che i Pesci Rossi ritornano al Salone del Libro, che è una cosa a suo modo particolare: sappiamo che la vita media di un libro in Italia è brevissima, giusto qualche settimana (per i più fortunati alcuni mesi) in libreria – quando va bene – e poi via, sommersi (e mai salvati) dall’ulteriore ondata di novità in arrivo. Quindi, in effetti, dopo la presenza dell’anno scorso (con Barbara Di Gregorio e, con grande emozione, Antonio Moresco a presentare) ecco che è con una certa sorpresa, ma anche con entusiasmo e gratitudine, che ci accingiamo a riportare i Pesciolini a Torino (da cui il titolo di questo post), venerdì 11 maggio, ore 18, sala arancio. Per cui grazie mille, davvero, a Ernesto Aloia e al Circolo Culturale Saturnio per l’invito e la possibilità che mi offrono.

Questa cosa volevo dirla e ne voglio anche dire un’altra, suvvia. Gironzolando per il web ho visto ovviamente che oggi fa molto notizia il fatto che un comico miliardario – pure lui ha scritto un libro, un altro – annunci in gran pompa, tutto offeso, che non parteciperà al Salone, dove era previsto come ospite (ovviamente con i suoi adepti che sui vari blog non si risparmiano nulla, con insulti per tutti): beh, io non ho e non avrò mai il conto in banca di questo comico e nemmeno il 10% alle elezioni, eppure non mi sento servo di nessuno (tanto meno perché ho la possibilità di partecipare al Salone, come invece dicono questi a cinque “autoattribuite” stelle). E la mia vita è bella e sono felice per le cose che mi capitano e per le persone che posso incontrare. Lui, e gli altri come lui, invece, non so mica.

Voilà.

Stay tuned 🙂

Goldfish ‘bout Bagutta!

La notizia è già stata presentata in varie salse e titoli, per cui non vorrei nemmeno star qui troppo a darvi il tormento… Ma sì, è vero, i Pesci Rossi hanno vinto il Premio Bagutta Opera Prima 2012. Una cosa molto bella e molto inaspettata e molto emozionante, per la quale avrei una sfilza di persone da ringraziare lunga così. Nel frattempo ho avuto modo di parlarne qui.

Ovviamente, uno dei primi “effetti collaterali” è stata una certa affollata rassegna stampa (e anche giorni molto “pieni”, motivo per cui sono rimasto indietro con l’aggiornamento del blog): quindi, se vi va (ma non è detto, certo), la pagina del “dicono dei pesci rossi” qua sopra presenta diversi nuovi link.

Prosegue poi il tour “edizione deluxe 2012” (!!!), con nuove date (il calendario e gli approfondimenti si trovano al relativo pop up sul sito marcotruzzi.it). Anticipo velocemente: giovedì 16 febbraio, Modena, Biblioteca Delfini, ore 17,30; sabato 18, incontro alcune classi alla biblioteca comunale “Giulio Einaudi” di Correggio; poi il 23 e 24 febbraio si vola a Cagliari, per una due giorni per me molto speciale perché andrò a trovare i “grandi amici” dei pesci rossi alla meravigliosa libreria Piazza Repubblica.

Poi segnalo il link di un altro “super” amico dei Pesci Rossi: Gianluca Gobbi, con il suo “Punto GG“!

Ok, tutto qua, per ora.

Come sempre, stay tuned… 🙂

 

P.S.

Nel frattempo, giovedì 9 febbraio mi hanno invitato a parlare di un tema semplice: 

 

P.P.S.

Grazie mille a tutti… Grazie, davvero, per tutti i messaggi e i commenti di questi giorni!

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Dei fatti di Torino (e di altre cose più felici)

Dei fatti che sono avvenuti alle Vallette, a Torino, avevo pensato di non parlare. Mi ero scritto due cose, domenica, da tenere per me. Più che altro era una specie di promemoria personale.

Poi, invece, ho deciso di pubblicarlo, ma non l’ho fatto né per “sentenziare” qualcosa, né, tanto meno, per adeguarmi alle richieste (che pure ci sono state) “siccome hai fatto un romanzo dove si parla di zingari, scrivi qualcosa su quello che è accaduto”. “Sprangare la prima volta“, così si intitola il pezzo che trovate linkato, è uscito – ospitato da 24emilia.com – solo perché, nel frattempo hanno parlato sull’argomento in tanti. E siccome mi è parso di rilevare in questi giorni che sia Massimo Gramellini che Michela Muriga abbiano detto più o meno le mie stesse cose, ho pensato che se a dirle erano state due persone così più brave e importanti di me, poteva valere la pena, poteva voler dire cche quelle che avevo in testa non fossero complete sciocchezze.

Ecco qua, spiegato il senso di questa uscita.

Passando poi ad argomenti più “leggeri”, in uno degli scorsi post si era parlato di un’iniziativa, sabato 17 dicembre, alla Corte Ospitale di Rubiera (RE). Ebbene sì, ci saremo anche noi. La cosa si intitola “Narratori Amplificati“, si presenta come una specie di Woodstock reggiana-letteraria-invernale, e prevede due sessioni. Per me il palco è previsto alle 20,10: per chi fosse interessato, o comunque di passaggio nei paraggi, il cast previsto è di alta qualità (a parte, naturalmente, il sottoscritto). Vedere per credere. Per quanto mi riguarda, non ho ancora deciso cosa leggere, se qualcosa dai Pesci Rossi o altro. Ho ancora qualche giorno a disposizione e vedrò il da farsi (penso di portare i miei amati pesciolini, però).

E con questa uscita si conclude anche il 2011 di Damian e compagni. A quanto sappiamo, se ne riparlerà il prossimo anno, ma, prima di Natale, come promesso, ci sarà spazio per almeno un altro post “festivo”, con dono annesso e connesso, su queste frequenze.

Stay tuned… 🙂

 

Dopo il Salone Internazionale del Libro…

Lunedì mattina io e Damian siamo stati in tv. Intendo proprio quella “vera”, con l’intervista, la telefonata in diretta, il microfono, lo studio e tutto il resto. Come siamo andati non possiamo saperlo, perché non ci siamo rivisti (eravamo in diretta, appunto), ma le impressioni di quelli che erano a casa, davanti a Telereggio, ci dicono bene.

E’ stata una bella cosa, per la quale dobbiamo ringraziare sia Stefania (che ha condotto la faccenda) sia Silvia P., direttamente dal Paguro (un’ottima ragione per venire a Reggio Emilia), per i motivi che sa lei.

E’ stata poi anche una bella cosa perché, per dirla tutta, non è che la mitica “stampa locale” abbia fatto la fila alla porta, finora: molte cose sono arrivate da “fuori” oppure dopo che qualcuno ha spifferato “oh, ma allora tu sei quello che…?”. Dato però che non vorremmo nemmeno che queste righe venissero mal interpretate, allora lo diciamo subito: tutto quello che è successo e sta succedendo ai Pesci Rossi in queste settimane è fantasticoooooo!!!

Davvero.

Davvero, davvero.

E aggiungiamo – e non è che facciamo le cose per “marchetta”, ma per giustizia – che Instar è una casa editrice ottima, il cui valore aggiunto sono davvero le persone che ci lavorano! E gli amici, le amiche e i parenti delle persone che ci lavorano!!!

Infine: Torino con il sole è raggiante! So bene che questo aggettivo non si usa per le città, ma vi prego, credetemi: è così. E’ raggiante come un vasetto di Nutella al mattino (nel senso che irraggia felicità).

Qua sotto qualche foto della nostra trasferta al Salone del Libro, con un bacione ad Annamaria che le ha scattate, vincendo l’imbarazzo.

Baci, a presto (e occhio alle date sul sito: saremo a Reggio Emilia, venerdì 10 giugno… a breve maggiori ragguagli).

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Chi c’è c’è (e chi non c’è non c’é)

Di nuovo alla vigilia dell’imbarco sulla tratta Reggio Emilia-Torino (a proposito: evitare a tutti i costi i Frecciarossa/Frecciargento, costano una follia e, almeno per quel che riguarda il viaggio dalla profonda bassa emiliana alle alpi sabaude, vanno come una Trabant), ecco, diciamo che sì, c’è anche un po’ di emozione.

Intanto, giovedì, alle ore 17, andiamo a fare questa cosa, insieme a Barbara Di Gregorio, presentati niente meno che da Antonio Moresco.

Poi, alla sera, via alla Libreria Trebisonda (ore 21).

Insomma: sarà una due giorni piemontese davvero intensa e chi c’è c’è e chi non c’è non c’è (ma io, chiaro, spero che ci sia qualcuno 🙂 ).

Vi “dovrei” anche un resoconto della presentazione di sabato scorso a Modena, ma per questo ci sarà presto una sorpresa, che non rivelo ora (vabbè, vediamo come viene).

E, infine, aggiungo qua sotto anche due recensioni: una “locale” (ed è merce davvero “rara”, considerato che il mondo del giornalismo reggiano – un giorno se vi va parleremo anche di quello – domanda: “Ciao Marco, ma tu sei uno zingaro”, “No”, “Ah beh, niente allora”) e una dal meraviglioso Macondo di “Stato Quotidiano”.

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Alè, suvvia: in partenza. Ci aggiorneremo prestissimo (e magari, prima o poi, cambio anche la colonna sonora di queste pagine).

Baci!

Salone Internazionale del Libro 2011

Torino reload

Ok, tiriamo un sospirone di sollievo perché tutto ora si è riattivato. Diciamo così perché l’incendio ai server Aruba (sui quali gira anche questo blog) ci ha tenuti davvero con il fiato sospeso per un po’.

E dire che dalle pozzanghere abbiamo alcune novità importanti da comunicare: prima di tutto Erik, il papà di Damian, ci teneva a farvi sapere che questa mattina ha provato ad entrare a Westminster, al matrimonio di William e Kate, ma, chissà perché, non l’hanno fatto passare. E dire che indossava il suo vestito migliore: Wrangler + maglietta viola dei Clash (a sua idea per apparire ancora più “inglese”). Vabbè, speriamo torni a casa sano e salvo e che le autorità inglesi non lo trattengano più di tanto 🙂

Detto questo, veniamo a noi… Allora, come da titolo di questo post, i Pesci Rossi ritornano a Torino, questa volta ospiti al Salone del Libro che si svolge al Lingotto a metà maggio: giovedì 12, dunque, Damian&co. saranno affiancati a Barbara Di Gregorio, autrice di “Le giostre sono per gli scemi” (Rizzoli) – già che ci sono: consiglio di lettura!

Poi è successa anche questa roba di Iris TV. Le cose sono andate così: mercoledì è stato tutto un messaggiamento-emailamento-whatsappamento-vibermento di amici che si congratulavano per aver visto i Pesci Rossi in tv (Iris, per l’appunto). Siccome il vostro non ne sapeva mezza, ha impiegato due giorni per venire a capo del rebus e questo ci ha portato in dote la scoperta dell’ottima trasmissione “Ti racconto un libro“. Qui, lunedì 25 (onomastico del tizio che sostiene di aver scritto i Pesci Rossi, tra l’altro), hanno promozionato il libro: se vi interessa siamo più o meno al minuto cinque.

Aggiungo ancora due cose… Visto che andiamo a Torino, faremo anche un “2.0” con presentazione alla Libreria Trebisonda (sempre giovedì 12 maggio, presumibilmente ore 21: alè, giornatina intensa!). Ma prima, sabato 7 maggio, ore 17, i Pesci sbarcano oltre Secchia, a Modena, Libreria Outlet Logos: modenesi, carpigiani e quanti altri sono orgogliosamente targati MO sulla macchina, accorrete-accorrete, siori e siore!

Baci a tutti 🙂

 

P.S.

Prima o poi cominceremo su questi siti a pubblicare qualche backstage inedito dei Pesci Rossi… Per esempio: lo sapevate che Spuddy Taralli era un fan sfegatato dei Temple of the dog?

Torino-Ivrea-Correggio

Nello scompartimento del treno, al ritorno, la signora seduta di fronte a me sfogliava e leggeva con attenzione “Chi”. Alzando ogni tanto gli occhi dal libro che stavo cercando di terminare in fretta, ho così scoperto, dalla copertina dell’elegante periodico diretto dal prossimo Pulitzer, Alfonso Signorini, che Berlusconi “benedice” l’accoppiata di Barbara con il papero Pato (per chi non lo sapesse: una delle figlie di Berlusconi si è messa con l’attacante rossonero) e che a pagina 37 del suddetto giornale era pubblicata una nuova entusiasmante puntata di un fotoromanzo (dannazione: in Italia esistono ancora i fotoromanzi e, di più: esiste ancora gente che li legge!).

Bene.

Queste sono le sole due brutte notizie che mi porto a casa da Torino

Se questi sono gli aspetti negativi, potrete già intuire che la trasferta sabauda dei Pesci Rossi è stata un successo!

Uno dice: “Sì, eh vabbé: ti fai due giorni di vacanza a presentare il tuo libro e ti credo che è un successo!”.

Le cose non stanno così.

Cioè sì, anche: ci sono state le presentazioni e gli incontri con le scuole, le domande e le risposte e tutto il resto di quello che potevo immaginarmi in partenza. E sì, le presentazioni sono pure state seguite da un sacco di gente, che non mi sarei mai aspettato.

Eppure, non sono tanto questi particolari a fare un giocatore (direbbe il Principe De Gregori). Ovvero: non è stata questa la dimensione del successo del viaggio.

Quanto piuttosto le persone meravigliose che ho conosciuto. Cercherò di non fare torto a nessuno, ma qualcuna va citata, a partire da Liliana e Silvia e Marta (lo staff Instar), che stanno curando con amore l’acquario dei Pesci Rossi; e poi il fantastico Rocco della “Libreria Torre di Abele”, una di quelle persone per cui ti dispiace davvero non averle conosciute finora; e dopo, Gianmario (uno che ha questo pregio: lo conosci da 5 minuti e vorresti fermarti a chiacchierare con lui 5 ore… che non è un pregio da poco) e le ragazze della “Galleria del Libro” di Ivrea (con special guest gli chef della Gusteria), che ci hanno accolto alla grande e che ci hanno fatto trascorrere una magnifica serata; e Gianluca di Radioflash, che ha gestito con un sorriso la mia inadeguatezza al mezzo radiofonico; e Marco (Lazzarotto), che è uno scrittore che VA letto (è un consiglio), e che è arrivato alla presentazione e si è messo a ridere per l’accento emiliano… E, infine, le bibliotecarie, gli insegnanti e i ragazzi della Falchera, e quelli dello Steiner, per le domande, le curiosità e per gli “ohhhh” al sentire nominare “Correggio”!

Insomma: ecco qua.

Difficile dire e rispondere alla semplice domanda “com’è andata?”.

Ai Pesci Rossi non lo so come sia andata (spero bene, spero).

A Marco è andata alla grande (citazione caviniana!).

E ora, buon e breve riposo. Domenica 17 giochiamo in casa (che è sempre un passaggio insidioso). E dopo si riparte per Torino, alla Fiera del Libro e poi e poi e poi… (sì, ci sono nuove date: le trovate sempre nel solito posto).

See you soon!

 

P.S.

Ah, come sentirete (spero) si è riattivato anche l’audio del blog (dopo il piccolo problema che abbiamo avuto in settimana): insomma, si lavora, si lavora 🙂