Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere

Il mondo di Damian è diviso in due: zingari e non zingari, romanè e gaji, dentro e fuori del campo alle porte del piccolo borgo di Correggio dove ormai da anni è stanziata la sua comunità: c’è Gioele che alleva pesci immaginari nelle pozzanghere, c’è nonno Roman che armeggia con la pipa e, tra un silenzio e l’altro, gli racconta di tempi remoti e luoghi lontani, c’è Cab, che succhia benzina dalle auto in sosta.
Quando, un mattino di marzo, Damian si incammina verso il suo primo giorno di scuola, il confine tra le due realtà comincia a incrinarsi; e ci si mette anche la fortuna – la mitica fortuna zingara – che fa sì che due pubblicitari di passaggio scelgano proprio il padre di Damian come protagonista della campagna promozionale di una nota marca di trapani elettrici, rendendolo lo zingaro più benestante della zona… Crescere, uscire dal campo e passare sempre più tempo tra i gaji, complici la scuola e il rapporto con la coetanea Elisa, si trasformano in una fuga dalle radici e nella ricerca di un nuova identità, per poi scoprire, a proprie spese, che voler essere altro da ciò che si è rappresenta una scommessa persa in partenza.
È questo il valore dei fogli ingialliti del diario che nonno Roman lascia in eredità al nipote, perché la memoria è qualcosa da custodire tenacemente dentro di sé: è il peso della storia, del nostro esserci stati, e si potrà solamente raccontare.

Marco Truzzi
Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere
Dicono (e hanno detto) dei Pesci Rossi

Instar – pag. 240 – € 14,50

 

 

 

 

 

 

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