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Libri sotto l’ombrellone? No, grazie!

Siate felici!
Fregatevene dei “consigli di lettura”.
Soprattutto dei consigli per i “libri sotto l’ombrellone”.
I “libri sotto l’ombrellone” sono il male. Sotto l’ombrellone ci devono stare la Gazzetta dello Sport, un certo grado di cazzeggio social, le chiacchiere con quelli che ci sono lì vicino, qualche bel pensiero in testa, i giochi dei bimbi, la meraviglia per quanto si è fortunati – nonostante tutto, NONOSTANTE TUTTO – a esserci, a essere lì.
Ma se proprio-proprio non ne potete fare a meno, se proprio-proprio non vi daranno poi fastidio le pagine piene di sabbia e le copertine scolorate e gli schermi dei device graffiati, allora io di consigli comunque non ne ho. Ma posso segnalare alcuni libri che ho letto e che mi sono piaciuti, ecco.

Fabio Geda, Marco MagnoneBerlin (Mondadori)
Questo, in effetti, non è un libro singolo, ma una saga. Quindi, se tra una paletta e un secchiello, tra la crema solare e la voglia di un mojito al bar, non avete timore nell’infilare nella borsa-mare sei-dico-sei libri, ecco che “Berlin” è ciò che fa per voi. “Berlin” racconta di un mondo dove gli adulti sono tutti morti per via di un misterioso virus che, di fatto, uccide al compimento più o meno della maggiore età e… Eh sì, lo so: non tirate subito fuori Ammanniti o “questo l’ho già sentito”, perché poi “Berlin” – che comunque è un progetto editoriale che si è snodato in tre anni – è qualcosa di estremamente raffinato. Certo, c’è del fantasy. Certo c’è – miodioooo! – del “young adults” (e certo, lo fa Mondadori in hard cover). Certo, ci sono tutte queste cose, compresi i brufoli e i “palpitamenti” di sentimenti adolsecenziali. Però avete presente quelle cose che fanno davvero battere il cuore? L’avventura! L’amore! Il rischio! La passione! Gira pagina, dai, gira, ancora una, una che voglio vedere come va a finire. Vi pare poco?

Nathan EnglanderUna cena al centro della terra (Einaudi)
Allora, qui dobbiamo parlare di quello che secondo me è tra i tre/quattro migliori scrittori viventi (la sparo un po’ grossa? Niente affatto). Il suo meglio Englander lo dà nella forma-racconto, ma già nel suo precedente “Il Ministero dei casi speciali” aveva dato prova di tenere benissimo la “lunghezza”. Questa è una spy story, mescolata a un sacco di altre cose (come sono poi tutte le spy story, no?). C’è un particolare di Englander che non vi ho ancora detto: quando leggete Englander capite che per scrivere – per scrivere bene intendo – non ci deve essere nemmeno una parola giù di posto. O inutile. E’ un po’ come riascoltare un vecchio album dei REM. Provare per credere.

Massimo MantelliniBassa risoluzione (Einaudi)
Qui, con questo libro, vi abbronzerete pochissimo. O forse moltissimo, dato che è breve. Ma ehi, volete sapere come ci stanno fregando? Anzi: come ci stiamo fregando da soli? Come e quando abbiamo accettato di declassare le nostre vite e accontentarci di sogni a bassa risoluzione, appunto? E di come l’abbiamo fatto proprio noi, che avevamo invece sogni di rock’n’roll? Un libro semplice, immediato, perfetto. E se queste frase vi suona un po’ come una fascetta, ok, che male c’è? Per una volta può anche starci.

Kent Haruf
TUTTO QUELLO CHE HA SCRITTO KENT HARUF (in Italia lo edita NN). Che sono poi quattro romanzi. Ma che ve lo dico affà?

Giobbe feat. DioIl Libro
Il male, il bene, il dolore e la ricompensa. Il senso delle cose, di tutte. Non abbiate timore di essere scambiati per Testimoni di Geova se vi portate in spiaggia il “Libro di Giobbe”. Non è che solo perché uno va in spiaggia deve per forza trasformarsi in un coglione laureato all’Università della Vita. Tra l’altro, dopo aver letto Giobbe provate a farvi un giro su Fb e vedrete sotto una luce nuova anche il post più odioso del personaggio che vi sta più antipatico, il vostro Scanzi personale. E sì – spoling – c’è un perché nel fatto che esistano queste persone, che scrivano certe cose, che voi vi arrabbiate e, insomma, nel succedersi dei fatti. Si chiama “vita”. Bisogna spiegarsela, in qualche modo.

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