Altri consigli sparsi e non richiesti sui libri, a due giorni dal Natale

Alcune, poche cose che mi sono venute in mente, dopo che, intervenendo proprio all’ultimo istante – e del tutto casualmente – sono riuscito a impedire a mia madre l’acquisto dell’inutile raccolta delle “Amache” di Serra.
“Volevo farlo come regalo a XXXX”, mi ha detto.
“Mamma, vuoi che XXXX continui a volerti bene?”
“Sì, ovvio…”.
“Ecco, allora lascia stare le Amache, va là…”.
Ci sono libri bellissimi, in libreria. E altri meno. Sarebbe facile infilare in questa categoria tutti i libri dei “giornalisti da fine anno”. E, probabilmente, non avendone mai letto uno, per quanto mi riguarda sarebbe anche ingiusto. Quindi, lasciamo perdere i giornalisti-scrittori e veniamo ad altro.
Primo: non regalate Calvino solo perché avete sentito che “Calvino” è la risposta che dà il 93,3% delle persone alla domanda “scrittori italiani preferiti?” (percentuale che sale al 99% se si rivolge la stessa domanda restringendola a una platea di scrittori). Non ho niente contro Calvino – di cui, anzi, proprio ultimamente ho riletto con gran gusto le “Lezioni americane“. Solo che, secondo me, non è questo il tempo giusto per Calvino. Calvino, adesso, nel nostro preciso momento storico, lo vedo un po’ come il lambrusco con il pesce. Regalate Gadda, piuttosto. Il “Pasticciaccio” vale milletrecento volte qualsiasi instant book sull’attuale situazione politica.
Secondo: siate curiosi. Date una possibilità ad Annie Ernaux, per esempio, anche se magari il nome, nel momento in cui state per arrivare alla cassa della libreria, non vi dice niente e mentre, invece, c’è quella Ferrante là, che occhieggia dall’alto della pila del proprio successo (ovviamente non ho nulla nemmeno contro la Ferrante, anzi, ce ne fossero!).
Terzo: ricordate che NON tutti i libri di montagna sono belli. Non è detto che perché un libro parla di montagna, allora debba anche essere “avventuroso”, “profondo” e “saggio”, altrimenti non esisterebbe il “fenomeno editoriale Mauro Corona”: per esempio, “Neve cane piede“, di Claudio Morandini lo è. “Senza mai arrivare in cima“, l’ultimo di Cognetti, secondo me no (piuttosto, rischiate e mettete nel pacchetto “Le otto montagne“, così che la persona che riceverà il regalo e che, quasi sicuramente, avrà già letto “Le otto montagne“, potrà serenamente andarlo a cambiare regalandosi autonomamente qualcos’altro).
Infine, quarto: non siate nemmeno snob. L’ultimo lavoro di Paolo Giordano, “Divorare il cielo“, per esempio è un ottimo romanzo. Non fatevi fregare da quelli che ve ne hanno parlato arricciando il naso “ah, ma sì, quello dei Numeri Primi… No, lascia stare, troppo commerciale”.

E già, un’ultima cosa: non fidatevi di chi scrive sull’inutile blog (come questo) “fate così, fate cosà”: non c’è nessuno che conosca meglio di voi stessi la persona cui state per regalare un libro.

One more thing (promesso): fidatevi, invece, dei vostri librai… di fiducia, appunto. Perché, quasi sempre, sono persone che sanno fare molto bene il proprio lavoro (e sta qui la differenza tra il comprare un libro in autogrill, al supermercato o in una libreria bella-bella, che magari è anche vicino a casa vostra).